<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245</id><updated>2011-12-13T12:33:05.411+01:00</updated><title type='text'>Rassegna Stampa Blog</title><subtitle type='html'>Notizie di interesse prese dalla rete</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>45</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-1172685638411163314</id><published>2011-12-13T12:33:00.001+01:00</published><updated>2011-12-13T12:33:05.415+01:00</updated><title type='text'>Ici e Chiesa - link selection</title><content type='html'>http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ici-e-chiesa-le-parole-e-i-fatti/2168298/1111?google_editors_picks=truehttp://www.dossier.net/guida/norme/c092.htmhttp://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-chiesa-e-ici-3868.htm#.TuXMD4-eUu4.facebook&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-1172685638411163314?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/1172685638411163314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=1172685638411163314' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/1172685638411163314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/1172685638411163314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2011/12/ici-e-chiesa-link-selection.html' title='Ici e Chiesa - link selection'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-109033825777942008</id><published>2004-07-20T17:41:00.000+02:00</published><updated>2004-07-20T17:44:17.780+02:00</updated><title type='text'>Internet: Microsoft acquista dominio Lindows.com</title><content type='html'>(ANSA) - WASHINGTON, 19 LUG - Il colosso informatico americano Microsoft ha accettato di versare 20 milioni di dollari per l'acquisto del dominio Lindows.com. Venne lanciato nel 2001 da un produttore di software che sfruttava un sistema operativo concorrente di Windows, Linux. L'editore californiano Lindows si chiamera' ormai Linspire e non potra' piu' utilizzare il suo nome originale.&lt;br /&gt;2004-07-20 - 13:20:00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-109033825777942008?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/109033825777942008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=109033825777942008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/109033825777942008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/109033825777942008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2004/07/internet-microsoft-acquista-dominio.shtml' title='Internet: Microsoft acquista dominio Lindows.com'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-109033952515803582</id><published>2004-04-20T18:03:00.000+02:00</published><updated>2004-07-20T18:05:25.156+02:00</updated><title type='text'>Local Blog</title><content type='html'>1. Perchè i local blog. Gianluca ha posto, qualche giorno fa, una domanda retorica che nasconde un atteggiamento imho poco produttivo: abbiamo davvero bisogno di un notiziario locale dei blog italiani?&lt;br /&gt;No, non ne abbiamo bisogno. Come non abbiamo bisogno di Macchianera nè del mio blog o di mille altri. Tuttavia, pur non motivati da un bisogno, dobbiamo riconoscere che i blog esistono e che in qualche modo si stanno ritagliando un loro ruolo nell'ecosistema dei media. Il numero di weblog aumenta esponenzialmente e le regole che governano il sistema si modificano. Emergono nuovi fattori e si aprono nuovi possibili campi di applicazione di un modello apparentemente semplice di indipendent publishing.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, trovo che la discussione sui Weblog (come tema generale) sia ormai conclusa. I weblog sono troppi e troppo diversi tra loro per essere accomunati in un unico discorso. Concordo con chi sostiene che i weblog portino ad un equilibrio nuovo tra i cittadini dell'età dei media e tra cittadini e formazione dell'opinione pubblica. Credo anche che questo equilibrio, per essere intellettualmente affrontabile, ormai si debba analizzare sui singoli temi. Ad esempio, per scegliere tra quelli che più mi interessano, il rapporto con la comunicazione politica e quello con la formazione delle opinioni negli individui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro effetto dell'aumento della massa critica di weblog, imho, è la probabile evoluzione verso un uso maturo dei blog. Queste paginette di semplice istruzione, per quanto ci piaccia considerarle assolutamente hobbistiche e amatoriali, sono comunque parte di un processo di comunicazione. Utilizzarle in modo consapevole non è un obbligo e possiamo continuare a musicare tutte le odi al cazzeggio che vogliamo. Oppure possiamo decidere di usarle in maniera più efficace.&lt;br /&gt;Mi sembra evidente che una strada non esclude l'altra e ognuno può imboccare il bivio che più lo affascina. Se propendete per l'ode al cazzeggio, quanto segue non vi interessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono convinto che i weblog non siano delle attività professionali e anzi credo che parte del loro ruolo consista proprio in questo. L'indipendenza, nel nostro mondo di comunicazione, è un valore. Tuttavia ci sono sufficienti ragioni per riflettere su come tenere un weblog, oggi. Per il semplice desiderio di farlo bene, magari. O per cercare un confronto effettivo. O per mille altri motivi, che troverete da soli se entrate nei panni di lettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se guardiamo al Weblog come strumento di comunicazione, ci rendiamo conto immediatamente che il risultato dipende da due fattori ugualmente importanti: la personalità (che secondo Steve Outing è il principale asset del blogger) e i contenuti. Se la personalità è una cosa su cui si può lavorare relativamente (con umiltà, fatica e tempi lunghi), i contenuti invece sono una scelta strategica. Già un anno fa su questo canale si discuteva di come impostarli. Il problema, però, allora era meno urgente e forse di interesse più relativo. Oggi, io concordo con Glenn Reynolds (Blogging: The Next wave) e sono sempre più convinto che personalizzare il proprio weblog sia farne un uso più maturo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che vuol dire personalizzare. Secondo Reynolds personalizzare vuol dire dare un taglio specifico ai contenuti. Il taglio può essere caratterizzato da un approccio tematico preciso (magari l'argomento che ci appassiona o quello su cui possiamo esprimere pareri competenti) o da un interesse per quanto avviene in un'area locale di cui noi possiamo essere testimoni. Ad esempio, come mi diceva un amico, parlare delle attività musicali in una certa città; oppure dedicarsi a un settore particolare delle nostre attività sociali e/o culturali. L'abbinamento tra personalità e scelta dei contenuti facilita la costruzuione di una identità in Rete e la nostra identificazione da parte dei lettori interessati. Io sono convinto che in questo modo si risponda ad una esigenza anche di chi legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come personalizzare. Molti sono arrivati ad interessarsi dell'idea Blocal soprattutto grazie a questo post. In un post precedente, invece, (in buona compagnia, negli USA ma anche in Francia) raccoglievo la proposta operativa di Reynolds, che spingeva molto sulla possibilità di affermazione e promozione personale (oltre che di guadagno):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Inizia a scrivere cose di questo tipo e proponi qualche notizia locale. Vedrai che gli insider cominceranno a mandarti consigli che ti indicheranno la strada per le successive ricerche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non ti interessa la politica, interessati della scena musicale locale, dei ristoranti o degli argomenti che più ti interessano. Riporta gli spettacoli deelle band locali, proponi qualche piccolo video, posta qualche intervista a fan o a musicisti, e sarai presto ben conosciuto nella tua area. Potrai persino trovare gente interessata a fare pubblicità nel tuo blog o a donarti del denaro per supportare il tuo lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Blogging: The Next wave]&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svantaggio numero uno. Rispetto agli Stati Uniti noi abbiamo un paio di svantaggi per lo sviluppo di una strategia di informazione locale. Il primo, evidentemente è che qui da noi gli spazi non sono tanto vasti e la popolazione online non è molto numerosa. Questo evidentemente renderebbe abbastanza inutile un blog che si occupi della vita sociale a San Chirico Raparo. Ma è un problema superabile, selezionando un'area leggermente più vasta, come sta facendo Sud Salento. Al contrario, nelle grandi città potrebbe esserci un certo squilibrio tra tempo a disposizione (il blogger lavora, di solito) e copertura delle notizie. Anche qui, la soluzione è semplice se si ha qualche idea. Se Tizio decidesse di raccontare i locali notturni a Milano, o i ristoranti dell'Emilia o le manifestazioni Jazz &amp; Blues a Roma, otterrebbe immediamente il risultato. Gli addetti ai lavori comincerebbero a mandargli i comunicati stampa, la gente inizierebbe a cercarlo, ecc. ecc. Diffondere notizie, oggi, non è solo un compito di informazione: spesso è un servizio per chi ha bisogno di diffonderle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svantaggio numero due. Il secondo problema, rispetto agli States, è la nostra superstizione di cazzeggio. Sebbene a tutti piacciano i blog che interpretano bene il loro ruolo, quando abbiamo bisogno di sentirci informati, siamo perseguitati da una certa aura di superficialità. Che è dovuta in parte proprio alla nostra percezione interna ed alla percezione di chi (tra i blogger) è chiamato a farsi portavoce con l'esterno. Se invitano 5 persone a un incontro per parlare di blog, in Italia, possiamo scommettere a priori che almeno uno non ne sa nulla ed è lì per caso. Quanto agli altri, almeno due se la caveranno con affermazioni fintomodeste del tipo: i blog sono una cazzata divertente. Poi ci stupiamo di come queste cose arrivano ai Big Media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, io sono convinto (per essere portatore in prima persona di questa esigenza) che ci sia un bisogno di informazione cui i blog in qualche modo rispondono. E sono convinto che la percezione di un ruolo conti molto nel risultato. Ovviamente -ripeto- non sto parlando di professionalizzazione, ma di efficacia della comunicazione. E non sto parlando di blogger giornalisti, ma dell'informazione messa in circolo da decine, centinaia, migliaia di persone che condividono conoscenza. Non c'è nulla da fare ragazzi: se il nostro blog "da solo" è uno sfizio, tutti insieme siamo soggetti informativi. Tanto vale prenderne atto. Io, personalmente, potrei chiudere Blog Notes in qualsiasi momento, ma se mi togliessero i blog che leggo mi sentirei perso e più ignorante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è anche un vantaggio. Nonostante questo, noi rispetto agli States abbiamo un vantaggio. Siamo meno; e siamo più capaci di fare comunità. Se i local blog (attualmente ho notizia di una decina in fase di starting) cominciassero a diffondersi, riusciremmo probabilmente a creare un collettore di attenzione, a fare rete, generando il massimo interesse possibile sul fenomeno. Può sembrare poco, ma non lo è. Che si decida di optare per una interfaccia semplice (ma con una organizzazione dei contenuti pensata per generare interesse) come propongo io, o per un sistema più complesso e professionale, dipenderà probabilmente da come e quanto riusciremo a fare con l'esperimento del blocal. Dipenderà da quanti blog locali nasceranno e da come verranno realizzati. Dipenderà da quante idee sapremo mettere in circolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ora, imho, è già una buona notizia vedere che in Italia il dibattito è ripartito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=161"&gt;BookCafé Blog&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-109033952515803582?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/109033952515803582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=109033952515803582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/109033952515803582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/109033952515803582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2004/04/local-blog.shtml' title='Local Blog'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-107513638397598664</id><published>2004-01-26T17:59:00.000+01:00</published><updated>2004-01-26T18:01:52.200+01:00</updated><title type='text'>Dimissioni Tagliafico, polemiche e solidarietà della redazione</title><content type='html'>&lt;i&gt;Un testo firmato da 30 giornalisti del Tg1: "Disagio intollerabile" Maggioranza compatta: "Chiamata alle armi della sinistra"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.repubblica.it/2003/k/sezioni/politica/informa/tiggiuno/tiggiuno.html"&gt;La Repubblica online&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ROMA - Solidarietà e polemiche hanno accompagnato la decisione di Daniela Tagliafico, che ha chiesto di essere esonerata dall'incarico di vicedirettore del Tg1 per protestare contro il modo in cui viene data l'informazione politica. Il direttore del telegiornale di RaiUno replica dicendo di non condividere i giudizi della collega, che peraltro, "ha manifestato assai raramente disagio rispetto alle scelte della direzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mimun non condivide "in alcun modo" i giudizi espressi da Daniela Tagliafico. "Non avendo mai pensato di sollevarla dall'incarico di vicedirettore la scelta di dimettersi o meno spetta esclusivamente a lei. Non posso non notare" prosegue "la contemporaneità di questa presa di posizione col moltiplicarsi di attacchi violenti e volgari nei miei confronti. L'ultimo dei quali, con l'accostamento a Goebbels, la dice lunga sul livello cui si è giunti".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I giornalisti del Tg1 sono solidali con la collega, sottolineando che nella redazione del telegiornale diretto da Clemente Mimun il "disagio è ormai intollerabile". In un documento firmato da trenta redattori tra cui Davide Sassoli, Lilli Gruber, Fedele La Sorsa, Maria Luisa Busi, Donatella Scarnati, Tiziana Ferrario, Danila Bonito e Andrea Montanari, si legge: "Esprimiamo tutta la nostra solidarietà alla collega, spesso abbiamo condiviso con lei lo stesso imbarazzo professionale più volte espresso anche nelle assemblee di redazione, nei documenti votati all'unanimità e, non ultimo, nell'incontro tra il comitato di redazione, l'Usigrai, i massimi rappresentanti dell'azienda e il direttore Mimun".&lt;br /&gt;- Pubblicità -&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Oggi" scrivono i 30 redattori, "condividiamo pienamente i problemi professionali sollevati nella lettera di Daniela Tagliafico. Sia chiaro a tutti che si tratta di un disagio di natura professionale che parte da lontano". Il Tg1" conclude il comunicato, "deve essere un patrimonio comune di tutti gli italiani che pagano il canone. Una questione che riguarda non solo la redazione del Tg1, ma anche i vertici aziendali e le istituzioni, alla vigilia di importanti scadenze elettorali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la lettera della giornalista, il comitato di redazione del Tg1 (Paolo Giuntella, Elisa Anzaldo, Rossella Alimenti) ha chiesto di essere ricevuto dal direttore, annunciando che subito dopo l'incontro sarà convocata un'assemblea di redazione. E sulla lettera di dimissioni interviene anche il segretario Usigrai, Roberto Natale. "Dalla lettera di Daniela Tagliafico così come dal caso delle immagini fornite da Forza Italia alla Rai, è evidente che si sta facendo di tutto per imporre un ulteriore asservimento del servizio pubblico" commenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttore del Tg1 Clemente Mimun risponde al segretario Usigrai rilevando la sua assenza ieri in occasione della battuta di Fassino su Goebbels e la velocità con cui oggi è intervenuto sul caso. "Ieri, probabilmente" dice Mimun, "quando il leader di un partito verso il quale non ha antipatia, insolentiva il sottoscritto non ha avuto gli stessi riflessi. Ignorando il caso, lui che ama i libri bianchi, ha scritto una pagina nera nella storia del sindacato".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solidarietà nei confronti di Daniela Tagliafico arriva dai Ds. "La decisione di rassegnare le dimissioni sono la spia di un profondo disagio professionale, ancor prima che politico" dice Giuseppe Giulietti. "Chiunque abbia a cuore le sorti del servizio pubblico e di quanto resta della credibilità della Rai, non potrà che apprezzare, condividere e sostenere questa scelta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compatta la maggioranza, che commenta il caso Tagliafico e la solidarietà giunta dall'opposizione definendola "una chiamata alle armi da parte della sinistra". "Fassino chiama alle armi i giornalisti diessini della Rai per scatenare una guerra che ha un solo obiettivo: mantenere l'egemonia a viale Mazzini nelle reti dei telegiornali e dei giornali radio" sostiene Alessio Butti, responsabile informazione di An.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-107513638397598664?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/107513638397598664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=107513638397598664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/107513638397598664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/107513638397598664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2004/01/dimissioni-tagliafico-polemiche-e.html' title='Dimissioni Tagliafico, polemiche e solidarietà della redazione'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-107486394135039003</id><published>2004-01-23T14:19:00.000+01:00</published><updated>2004-01-23T14:21:04.983+01:00</updated><title type='text'>C'E' ACQUA SU MARTE, TROVATO GHIACCIO AL POLO SUD</title><content type='html'>(fonte: &lt;a href="http://ansa.it/fdg01/200401231227135069/200401231227135069.html"&gt;Ansa&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DARMSTADT - (Ansa) - La sonda europea Mars Express ha rilevato la presenza di acqua sotto forma di ghiaccio al polo sud del pianeta Marte, lo annuncia l'Agenzia spaziale europea.&lt;br /&gt;Nel corso di una conferenza stampa alla base Esa di Darmstadt in Germania, Vittorio Formisano - uno dei responsabili della missione Mars Express - ha detto: ''Abbiamo identificato dell'acqua sotto forma di ghiaccio al polo sud di Marte''.&lt;br /&gt;La conferenza stampa al centro di controllo era stata convocata dall'Esa per dare i primi risultati scientifici della missione, in orbita intorno a Marte dal mese scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA SONDA SPIRIT NON RISPONDE PIU'&lt;br /&gt;Da mercoledi' la sonda spaziale americana Spirit, giunta sul pianeta rosso il 4 gennaio e che aveva iniziato la sua missione alla grande, inviando sulla Terra strepitose immagini di Marte, non da' piu' segni di vita.&lt;br /&gt;Gli scienziati della Nasa sono preoccupatissimi, e parlano di ''guasto potenzialmente grave'', temendo che qualcosa si sia rotto o che ci sia un'avaria, ovviamente impossibile da riparare.&lt;br /&gt;Se la morte di Spirit verra' confermata, tutto sara' ora nelle mani della sua sonda gemella Opportunity, in viaggio verso il pianeta rosso, attesa su Marte durante il fine settimana.&lt;br /&gt;La Nasa prevede infatti che Opportunity atterrera' sul pianeta rosso, agli antipodi rispetto a dove si trova Spirit, il 24 gennaio alle 21:05, ora di Pasadena, cioe' alle 6:05 del mattino del 25 gennaio in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una conferenza stampa al Jet Propulsion Laboratory della Nasa di Pasadena, in California, uno dei responsabili del programma, Richard Cook, ha spiegato che inizialmente si pensava che il contatto si fosse perso per le piogge nell'area di Canberra, in Australia, dove si trova l'antenna che cattura i segnali da Marte e la California. Ma poi il fatto e' apparso in tutta la sua gravita'.&lt;br /&gt;Un altro responsabile dell'Agenzia Spaziale americana, Pete Theisinger, ha parlato di ''anomalia particolarmente seria'', precisando che ''qualcosa si e' forso rotto, o e' stata un'avaria. Siamo molto preoccupati''.&lt;br /&gt;Le comunicazioni tra Pasadena e Marte sono interrotte da mercoledi' alle 15:40 ora italiana. Un comunicato della Nasa, diffuso in serata, spiegava che ''i controllori a terra erano stati in grado di inviare segnali alla sonda Spirit, ma hanno soltanto ricevuto un segnale che confermava che il rover li aveva sentiti''. Nessun dato scientifico e tecnico era stato invece inviato dalla sonda.&lt;br /&gt;Fino ad oggi, la missione di Spirit era stata considerata un vero e proprio successo. Dopo avere trasmesso le prime immagini, a colori e nitidissime, del pianeta rosso, la sonda si era fermata in un cratere, il cratere di Gusev, per esaminare da vicino il suolo di Marte, grazie al suo braccio telescopico dotato di microscopio, macchina fotografica e anche di una sorta di coltello svizzero multilama per grattare la superficie.&lt;br /&gt;Il primo obiettivo scientifico di Spirit era stato un sasso grande come un pallone da football americano, battezzato Adirondack (dal nome di una valle particolarmente rocciosa dello stato di New York), che aveva iniziato a fornire le prime indicazioni sulla composizione delle rocce del pianeta rosso. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-107486394135039003?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/107486394135039003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=107486394135039003' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/107486394135039003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/107486394135039003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2004/01/ce-acqua-su-marte-trovato-ghiaccio-al.html' title='C&apos;E&apos; ACQUA SU MARTE, TROVATO GHIACCIO AL POLO SUD'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-107212879517360885</id><published>2003-12-22T22:33:00.000+01:00</published><updated>2003-12-22T22:33:30.586+01:00</updated><title type='text'>Una battaglia senza sosta per farsi riconoscere</title><content type='html'>(fonte: &lt;a href="http://www.corriere.it"&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt; del 22.12.03, Editoriale di Francesco Alberoni)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esisti perché gli altri ti vedono, vali perché gli altri ti lodano. È stato Hegel a capire quanto per l’uomo sia importante il riconoscimento. È per essere riconosciuto che l’uomo lotta, combatte, cerca e conquista il potere. Guardatevi attorno: in ogni città vedrete imponenti palazzi. Sono stati eretti perché tutti li vedano, li ammirino e riconoscano la ricchezza e la potenza di coloro che li hanno costruiti o li abitano. Andate in qualsiasi porticciolo d’estate e vedrete folle a bocca aperta davanti ai lussuosi yacht dei personaggi più ricchi e celebrati. Quali cose desidera lo scienziato? Fare una scoperta che lo renda famoso e ammirato in tutta la comunità scientifica. Vedere il suo nome citato, esaltato, passare alla storia. E lo stesso vuole il pittore, lo scultore, lo scrittore, il musicista, il regista. Miguel de Unamuno vedeva, in questo desiderio, il segno inconfondibile che l’uomo aspira alla immortalità. Certo aspira all’applauso e al trionfo non soltanto oggi, ma anche domani. Achille fu posto di fronte all’alternativa: voleva una vita lunga e oscura o una vita breve, ma eroica, destinata a essere ricordata per sempre? E scelse la seconda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il segno inconfondibile di una dittatura è la presenza del ritratto del dittatore dovunque. Nelle piazze, nelle scuole, negli edifici pubblici, in tutte le case. Nelle democrazie i politici non possono aspirare a tanto, ma si sforzano di essere visibili il più possibile. I più potenti hanno uno staff che preme sulla televisione in modo che la loro faccia sia sempre presente e i loro discorsi sempre trasmessi. Altri, per farsi notare, fanno qualche dichiarazione clamorosa, che faccia parlare di loro. L’incubo che li accomuna è di non essere ripresi, di non esser citati, di sparire. Sparire dal video e dai giornali è morire. Anche la gente comune vuol esistere sui media.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per andare da Amadeus o a Passaparola c’è una fila infinita. E altrettanto per ostentare la propria vita sessuale ne Il grande fratello . Non c’è cosa che la gente non sia disposta a fare per apparire. Il freno, il ritegno, il pudore devono sempre esercitarlo l’emittente. E che cosa succede quando qualcuno ha raggiunto il successo, la notorietà, la fama? C’è un momento in cui, appagato, si ritira? No. Tutti temono di scomparire. Il presentatore, appena terminata una trasmissione, ne aspetta una nuova, l’attore una nuova fiction, il regista sogna un nuovo film, il romanziere pensa a un nuovo libro di successo, il direttore d’orchestra a un nuovo concerto. Chi entra nel gioco del riconoscimento e del potere ne resta schiavo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora tutti, qualsiasi cosa facciamo, siamo dannati? C’è qualche situazione in cui veniamo liberati da questa condanna? Sì. Per esempio, è quando ci innamoriamo e siamo riamati. Allora il nostro amato vale più di tutti gli abitanti della Terra e non ci importa più nulla di loro, di ciò che pensano. Ci basta la sua presenza, il suo amore. Oppure quando abbiamo un bambino piccolo lungamente desiderato e viviamo con lui, giochiamo con lui, ed egli è l’ultimo pensiero quando ci addormentiamo e il primo al risveglio. Infine, infinitamente più raro, c’è il mistico che si appaga in Dio. Solo l’amore totale ci fa uscire dalla prigione del riconoscimento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-107212879517360885?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/107212879517360885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=107212879517360885' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/107212879517360885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/107212879517360885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/12/una-battaglia-senza-sosta-per-farsi.html' title='Una battaglia senza sosta per farsi riconoscere'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-10715290842170848</id><published>2003-12-15T23:58:00.000+01:00</published><updated>2003-12-15T23:58:17.326+01:00</updated><title type='text'>CIAMPI RINVIA ALLE CAMERE IL DDL GASPARRI</title><content type='html'>(fonte: &lt;a href="http://ansa.it/fdg01/200312152330130926/200312152330130926.html"&gt;ANSA&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha rinviato il ddl Gasparri alle Camere chiedendo una nuova deliberazione. Le osservazioni di Ciampi sono contenute in cinque pagine. ''Non posso esimermi dal richiamare l'attenzione del Parlamento su altre parti della legge che - per quanto attiene al rispetto del pluralismo dell'informazione - appaiono non in linea con la giurisprudenza della Corte Costituzionale'', e' uno dei passaggi del messaggio inviato dal presidente della Repubblica alle Camere per motivare il rinvio del ddl Gasparri. C'e' anche il sistema integrato delle comunicazioni tra le osservazioni che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ha inviato alle Camere nel messaggio con il quale spiega i motivi del rinvio del provvedimento. ''Per quanto riguarda la concentrazione dei mezzi finanziari - scrive Ciampi - il sistema integrato delle comunicazioni (Sic) - assunto dalla legge in esame come base di riferimento per il calcolo dei ricavi dei singoli operatori di comunicazione - potrebbe consentire, a causa della sua dimensione, a chi ne detenga il 20% (art.15, secondo comma, della legge) di disporre di strumenti di comunicazione in misura tale da dar luogo alla formazione di posizioni dominanti''. Nel messaggio inviato alle Camere il presidente della Repubblica affronta anche il nodo della raccolta pubblicitaria. ''Quanto al problema della raccolta pubblicitaria si richiama la sentenza della Corte Costituzionale 231 del 1985 che, riprendendo principi affermati in precedenti decisioni, richiede che sia evitato il pericolo 'che la radiotelevisione, inaridendo una tradizionale fonte di finanziamento della libera stampa, rechi grave pregiudizio ad una liberta' che la Costituzione fa oggetto di energica tutela'''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;BERLUSCONI, RIVOTEREMO GASPARRI, NON SO SE UGUALE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STRASBURGO - La legge Gasparri ''non mina la liberta' di informazione''. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, precisando che il rinvio alle Camere della legge ''gli era stato anticipato'' e aggiungendo che la legge sara' rivotata anche se non sa se con un testo uguale.&lt;br /&gt;Il capo dello Stato aveva infatti incontrato il premier Berlusconi, il quale, al termine del colloquio, aveva dichiarato che ''per quanto mi riguarda non ci sarebbe alcun vulnus politico, per il governo. Quanto a Gasparri prendera' le sue decisioni''. ''Io - ha aggiunto Berlusconi - non ho seguito questa legge, non l'ho voluta seguire. Sapete che c'era di mezzo questo benedetto o maledetto conflitto di interesse. Di tante leggi questa e' quella che ho seguito meno''. Dalla legge Gasparri - ha aggiunto Berlusconi - ''Mediaset non ha avuto nulla in piu'''. ''Leggendo i giornali - afferma il premier - sembrava che la legge Gasparri fosse tesa a favorire il gruppo Mediaset. Invece e' vero il contrario, perche' il gruppo Mediaset e' al contrario molto preoccupato dalla concorrenza che si puo' scatenare, del fatto che tutti gli editori possono fare la tv''. Berlusconi dice dunque di aver voluto spiegare che ''Mediaset non ha avuto niente in piu'''. ''Toccato sul vivo di un possibile interesse mio, di un interesse di Mediaset che questa legge favorirebbe ho fatto presente che non e' cosi' - conclude -. Ho solo risposto a chi puo' avere problemi in negativo''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;GASPARRI, ATTENTA VALUTAZIONE OSSERVAZIONI CIAMPI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - ''Il rispetto per il Capo dello Stato impone un'attenta valutazione delle osservazioni effettuate''. E' il primo commento del ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri al rinvio alle Camere della legge che porta il suo nome da parte del Presidente Ciampi''. ''Non e' certo la prima volta - sottolinea Gasparri in una nota - che una legge viene rinviata alle Camere. Sono sicuro che come e' gia' accaduto in altre legislature e con altri governi, anche in questo caso, sara' il Parlamento ad individuare le soluzioni piu' opportune''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;DDL GASPARRI: CASINI, RISPETTO PER DECISIONE CIAMPI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - ''Come presidente della Camera dei Deputati, massimo custode delle deliberazioni di questa assemblea, esprimo rispetto per la decisione del Capo dello stato, che come e' noto, ha esercitato una sua prerogativa prevista dalla Costituzione''. Lo ha detto il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini una volta terminata la lettura del messaggio con cui il Capo dello Stato rinvia alle Camere la legge Gasparri. Casini si e' detto certo che alla decisione di Ciampi fara' seguito un attento ed accurato esame parlamentare del provvedimento nell'ambito della corretta dialettica costituzionale.&lt;br /&gt;15/12/2003 23:30&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-10715290842170848?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/10715290842170848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=10715290842170848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/10715290842170848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/10715290842170848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/12/ciampi-rinvia-alle-camere-il-ddl.html' title='CIAMPI RINVIA ALLE CAMERE IL DDL GASPARRI'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-106911327078434268</id><published>2003-11-18T00:54:00.000+01:00</published><updated>2003-11-18T00:54:36.640+01:00</updated><title type='text'> Imam Carmagnola, entro sei mesi attacco a Italia</title><content type='html'>&lt;i&gt;'Verso dicembre saranno colpiti italiani in Iraq'&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.ansa.it/settori/webnews/20031117220132758766.html"&gt;Ansa&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;(ANSA) - MILANO, 17 NOV - 'Entro sei mesi si colpira' l'Italia e verso dicembre ci saranno attacchi agli italiani in Iraq'. Lo ha detto l'imam di Carmagnola. 'Saranno presi di mira i simboli istituzionali di citta' come Bologna, Roma, Firenze', ha detto Abdul Mamour in un'intervista che il quotidiano La Padania pubblichera' domani. 'Se la situazione lo richiedesse - ha aggiunto - io sarei pronto a diventare un kamikaze. Ho conosciuto Osama Bin Laden nel 1993 in Sudan e lo considero un valido combattente'. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-106911327078434268?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/106911327078434268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=106911327078434268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106911327078434268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106911327078434268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/11/imam-carmagnola-entro-sei-mesi-attacco.html' title=' Imam Carmagnola, entro sei mesi attacco a Italia'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-106797860154230176</id><published>2003-11-04T21:43:00.000+01:00</published><updated>2003-11-05T13:27:29.486+01:00</updated><title type='text'>Rubbia: piano oscuro, no al Mit italiano</title><content type='html'>(fonte: &lt;a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2003/11_Novembre/04/rubbia.shtml"&gt;Corriere della Sera 04/11/2003&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Puntiamo piuttosto sugli enti esistenti e sui giovani ricercatori dimenticati»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="p-PP"&gt;&lt;span class="span-PP" id="kNwE" style="font-weight:bold;"&gt;&lt;div class="foto-PP"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;Professor Carlo Rubbia le piace l&amp;#8217;idea del Mit italiano, il nuovo istituto per la ricerca applicata previsto dalla legge finanziaria?&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;«Mi pare che non ci sia molta consapevolezza su che cosa significhi la nascita di un organismo del genere: tutto è molto più complicato di quanto si immagina. Nessuno, comunque, mi ha chiesto che cosa ne penso. Invece devo constatare che c&amp;#8217;è un silenzio assordante sugli altri enti italiani di ricerca già esistenti come il Cnr, l&amp;#8217;istituto di fisica nucleare, lo stesso Enea. Per cominciare a raccogliere qualche frutto da una istituzione nuova occorrerà una decina d&amp;#8217;anni e intanto che cosa succede agli altri enti? E poi perché crearne un altro se quelli già attivi possono fare le stesse cose? Di questi, invece, non si parla più. Risolviamo i problemi che hanno ma salviamo ciò che di buono offrono e sosteniamoli con una politica di sviluppo. Si destinano 100 milioni di euro l&amp;#8217;anno al neonato organismo quando l&amp;#8217;intero contributo dello Stato all&amp;#8217;Enea, 3.700 dipendenti e 10 laboratori, è di 200 milioni di euro l&amp;#8217;anno. Che cosa poi debba fare il fantomatico Mit italiano è oscuro». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="kd7D" style="font-weight:bold;"&gt;Dovrebbe svolgere una ricerca applicata... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«La ricerca applicata è una banalità. Come diceva Einstein esistono soltanto le applicazioni della ricerca. Prima, però, bisogna investire nella scienza fondamentale. Oggi non avremmo l&amp;#8217;ingegneria genetica se Watson e Crick non avessero scoperto cinquant&amp;#8217;anni fa la struttura del Dna. Puntare solamente alla ricerca applicata è un grosso errore». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="k2ED" style="font-weight:bold;"&gt;E allora su che cosa dobbiamo puntare? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«Sui ricercatori. Nei discorsi che si ascoltano negli ultimi tempi ci si dimentica degli uomini e delle donne che fanno ricerca. Inseguiamo modelli stranieri ma intanto da tre anni sono bloccate le assunzioni e oggi l&amp;#8217;età media di chi lavora è intorno ai 50 anni, quindi fuori gioco. Nel frattempo ci sfuggono le nuove generazioni dalle quali nascono i risultati. In altre parole, si è perso il fulcro della discussione». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="ktJE" style="font-weight:bold;"&gt;E poi su che cosa crede che bisognerebbe investire? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«Sulle infrastrutture, gli strumenti, che nei nostri centri sono vecchi, superati e non ci permettono di essere competitivi. Dobbiamo rimettere in funzione la ricerca pubblica, riempire i laboratori di giovani e la messe fiorirà». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="k9qG" style="font-weight:bold;"&gt;Il ministro Letizia Moratti ha varato una strategia della ricerca. Non è adeguata? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«Sono state formulate solo delle linee guida generali. Possono andare bene ma ancora non c&amp;#8217;è un vero piano destinato a precisare che cosa si vuol fare e, soprattutto, con quali risorse. Quel piano, poi, dovrebbe nascere con il concorso degli scienziati e non fatto scendere dall&amp;#8217;alto. Così perdiamo tempo e andiamo indietro invece che progredire». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="kZJH" style="font-weight:bold;"&gt;Il governo vuole arrivare per la fine della legislatura a spendere l&amp;#8217;1% del Pil nella ricerca pubblica, mentre un altro 1% dovrebbe essere garantito dal mondo privato... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«Mancano due anni alla fine della legislatura e non vedo cambiamenti in prospettiva rispetto alle risorse attuali: alla fine rimarrà il solito 1%, tutto compreso. Nascondersi dietro le difficoltà economiche internazionali non serve. I Paesi nordici sono nella stessa condizione ma investono intorno al 3% e cifre altrettanto pesanti dedicano Francia, Germania, Giappone e Usa. Ci siamo dimenticati che i ministri della ricerca europei a Barcellona nel 2000 si sono impegnati ad arrivare in dieci anni ad una spesa, per l&amp;#8217;Ue, pari al 3% del Pil». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="k0i" style="font-weight:bold;"&gt;Rinnovando le strutture, aprendo ai giovani e garantendo risorse potremmo emergere dal fondo delle statistiche internazionali in cui ci troviamo per innovazione e competitività? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«No. Ci vuole anche un cambiamento di metodo. In Italia si lavora con la mentalità del singolo ricercatore. Invece, oggi, per vincere bisogna fare team. Poi occorre modificare il modo di gestire la ricerca. Un esempio: nel &amp;#8217;99 l&amp;#8217;Enea ha presentato un piano sull&amp;#8217;idrogeno che doveva essere finanziato con soldi recuperati dalle licenze per i cellulari Umts. Erano stati garantiti 100 milioni di euro. Poi tutto si complicò e solo all&amp;#8217;inizio di quest&amp;#8217;anno si è iniziata una valutazione, ma con disponibilità ridotta a un quarto. Conclusione: si sono persi 4 anni. Un ricercatore impegnato su questo fronte che cosa dovrebbe fare intanto?». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="k06H" style="font-weight:bold;"&gt;Per migliorare le cose è utile cercare di riportare a casa gli scienziati italiani che lavorano all&amp;#8217;estero? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«In nessun Paese straniero verrebbe in mente di lanciare un&amp;#8217;operazione del genere. Io mi preoccuperei soprattutto di quelli che sono in Italia. Abbiamo tanti cervelli eccellenti che non hanno le possibilità di esprimersi: pensiamo a loro invece di rimpatriare uomini con il miraggio di non far pagare le tasse per incentivarli. Pensiamo a non fare scappare quelli che abbiamo, che essendo bravi vengono subito accettati all&amp;#8217;estero dove fanno carriera. E poi chi lavora all&amp;#8217;estero cosa verrebbe a fare in Italia, senza risorse per la ricerca, senza infrastrutture, senza organizzazione adeguata?». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="kLvD" style="font-weight:bold;"&gt;Non c&amp;#8217;è un piano della ricerca, ma pare impossibile anche avere un piano energetico... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«L&amp;#8217;Italia è al primo posto al mondo nel prezzo dell&amp;#8217;energia elettrica. Perché industriali e cittadini devono spendere tanto? Il problema è nella produzione: impianti vecchi in un sistema mai adeguato alle necessità». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="kA1H" style="font-weight:bold;"&gt;L&amp;#8217;Enel collabora con i francesi per studiare un nuovo reattore nucleare di tipo Epr (European Pressurized-Water Reactor)... &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«È un dinosauro, un reattore vecchio che cercano di ammodernare e che alla fine avrà costi di produzione dell&amp;#8217;energia troppo elevati». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="khfE" style="font-weight:bold;"&gt;Su che cosa si dovrebbe investire per il futuro? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;«Sul solare e sul nucleare sicuro che già esiste. Si possono fabbricare reattori a ciclo chiuso che non presentano il problema delle scorie. E con il solare e il nucleare si può sviluppare l&amp;#8217;idrogeno, arrivando all&amp;#8217;energia davvero pulita e senza fine. Ma ancora non vedo all&amp;#8217;orizzonte strategie o decisioni». &lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="span-PP" id="k0KI" style="font-weight:bold;"&gt;Giovanni Caprara &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-106797860154230176?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/106797860154230176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=106797860154230176' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106797860154230176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106797860154230176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/11/rubbia-piano-oscuro-no-al-mit-italiano.html' title='Rubbia: piano oscuro, no al Mit italiano'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-106336950786906054</id><published>2003-09-12T14:25:00.000+02:00</published><updated>2003-09-12T14:25:07.860+02:00</updated><title type='text'>G8, inchiesta chiusa con 73 avvisi a poliziotti</title><content type='html'>Settantatre avvisi di fine indagine sono stati inviati stamattina dalla procura di Genova per l'inchiesta sui pestaggi alla scuola Diaz e alla caserma di polizia a Bolzaneto durante il G8 nel capoluogo ligure. Trenta avvisi riguardano dirigenti, funzionari e capisquadra della polizia che hanno preso parte ai blitz a scuola, gli altri sono per le violenze a Bolzaneto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il blitz nella scuola Diaz sono stati indagati alti dirigenti e poliziotti per la vicenda delle due molotov trovate in un'aiuola, portate nella scuola e utilizzate come false prove nei confronti degli occupanti della scuola. Oltre alle accuse formulate nell'indagine preliminare è stato contestato ad alcuni alti dirigenti l'abuso d'ufficio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il falso accoltellamento dell'agente romano Massimo Nucera sono indagati per falso e calunnia anche i superiori che hanno avallato la sua ricostruzione. Gli altri avvisi riguardano vessazioni e abusi subiti dai manifestanti nella caserma della Mobile di Bolzaneto: le ipotesi di accusa sono concorso in lesioni gravi, falso e abuso su detenuti. (red)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.kwnews.it"&gt;Kataweb News&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-106336950786906054?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/106336950786906054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=106336950786906054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106336950786906054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106336950786906054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/09/g8-inchiesta-chiusa-con-73-avvisi.html' title='G8, inchiesta chiusa con 73 avvisi a poliziotti'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-106311795556444486</id><published>2003-09-09T16:32:00.000+02:00</published><updated>2003-09-09T16:32:35.513+02:00</updated><title type='text'>Approda sul blog la campagna contro il WTO di Cancun</title><content type='html'>&lt;a href="http://it.news.yahoo.com/030904/58/2fjmn.html"&gt;fonte: Yahoo Italia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA (Reuters) - Ha già registrato centinaia di contatti in poche ore il blog del cartello di associazioni italiane che protestano contro il prossimo vertice dell'Organizzazione mondiale del Commercio (WTO), che si terrà dal 10 al 14 settembre a Cancun, in Messico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il blog - contrazione di weblog, diario in rete - è intitolato "Questo mondo non è in vendita", e resterà attivo fino al 16 settembre, "per seguire tutti gli aggiornamenti sulla (riunione) ministeriale di Cancun", scrivono in un comunicato gli organizzatori della campagna, a cui partecipano tra l'altro Arci, Greenpeace, mani tese, Focsiv, Unione degli Studenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli organizzatori chiedono al governo italiano e all'Unione europea, tra l'altro, di "arrestare il tentativo di allargamento del mandato e dei poteri del WTO in merito alla liberalizzazione degli investimenti", di "escludere la liberalizzazione di tutti i servizi essenziali", di tagliare i sussidi alle esportazioni agricole e di proibire "il riconoscimento della brevettazione delle risorse genetiche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel post più recente, Il blog annuncia un "mail bombing" (letteralmente, un bombardamento email) contro la chat che il commissario europeo al Commercio, il francese Pascal Lamy, terrà oggi dalle 18 alle 20 su Internet proprio per discutere dell'agenda europea per il vertice di Cancun. L'indirizzo del blog è http://campagnawto.splinder.it. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-106311795556444486?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/106311795556444486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=106311795556444486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106311795556444486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106311795556444486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/09/approda-sul-blog-la-campagna-contro-il.html' title='Approda sul blog la campagna contro il WTO di Cancun'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-106131463332870828</id><published>2003-08-19T19:37:00.000+02:00</published><updated>2003-08-19T19:37:13.323+02:00</updated><title type='text'> CREATO CONGEGNO PER PORTARE GRATIS LUCE IN AMBIENTI BUI</title><content type='html'>SYDNEY - La luce del sole potra' essere 'catturata' e trasportata anche nei recessi piu' scuri di uffici e luoghi di lavoro, senza l'uso di finestre o lucernari, grazie ad una nuova tecnologia sviluppata da scienziati australiani. Il congegno, mostrato oggi al convegno 'Fresh Science' in corso a Melbourne, usa un 'sandwich' di materiale plastico infuso di tinta fluorescente, come mezzo per trasportare la luce naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il collettore, costruito dagli studiosi dell'universita' di tecnologia di Sydney, e' compatto, e la luce viene incanalata in fogli di polimeri flessibili che la trasportano fin dove e' necessario. La luce naturale puo' essere distribuita fin negli angoli piu' bui degli edifici con impianti simili a quelli convenzionali, o attraverso le modanature lungo le pareti. Il sistema produce grandi quantita' di luce, ma a differenza delle finestre convenzionali non consente la trasmissione di calore verso l'interno o l'esterno ed elimina i dannosi raggi ultravioletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel presentare il congegno Alan Earp, dell'equipe che lo ha sviluppato, ha spiegato che esso finora puo' guidare la luce naturale per distanze fino a 10 metri, ma la sua capacita' potra' essere estesa. Il sistema sara' presto commercializzato e dovrebbe raggiungere il mercato entro un anno. ''Quella del sole e' la forma di luce piu' 'amica' per gli utenti, poiche' crea una sensazione naturale e calda negli ambienti e rende invitante qualsiasi spazio di lavoro o abitativo. E quel che piu' conta, e' gratuita'', ha aggiunto Earp. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://ansa.it/fdg01/200308191017116402/200308191017116402.html"&gt;originale Ansa&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-106131463332870828?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/106131463332870828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=106131463332870828' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106131463332870828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106131463332870828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/08/creato-congegno-per-portare-gratis.html' title=' CREATO CONGEGNO PER PORTARE GRATIS LUCE IN AMBIENTI BUI'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-106037937791454285</id><published>2003-08-08T23:49:00.000+02:00</published><updated>2003-08-08T23:49:37.790+02:00</updated><title type='text'>SCOPERTA LA FORMULA MATEMATICA 'SALVA-MATRIMONIO'</title><content type='html'>LONDRA - 'Alzi gli occhi al cielo + reagisci con freddezza + ridicolizzi il coniuge = Preparati al divorzio'. E' quanto sostiene uno scienziato americano, che ha messo a punto due formule algebriche per moglie e marito volte a stabilire quali coppie di sposi novelli hanno le migliori chance di vivere felicemente insieme fino a che morte non le separi. L'ideatore delle equazioni che predicono la riuscita o meno dell'unione coniugale e' il professor James Murray della University of Washington di Seattle (Usa). Secondo lo studioso, che ha presentato per la prima volta il sistema algebrico alla conferenza di biologia matematica all'universita' di Dundee in Scozia, l'equazione difficilmente sbaglia: nel 94% dei casi infatti, sostiene il matematico, puo' prevedere con esattezza quale sara' l'esito del matrimonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La formula e' stata elaborata esaminando 700 coppie di King County, Seattle, nell'arco di 10 anni. L'esperimento, condotto da Murray insieme con lo psicologo John Gottman, includeva l' osservazione delle coppie mentre erano impegnate in una conversazione di 15 minuti poco dopo che si erano sposate. Come tema di discussione veniva scelto un argomento controverso come l'educazione dei figli, il sesso o i soldi e la capacita' di comunicare veniva valutata con punteggi positivi e negativi. Un atteggiamento scherzoso, un'intonazione dolce della voce, sorrisi e gesti affettuosi comportavano l'assegnazione di punti positivi. Viceversa l'alzare gli occhi al cielo, il criticare, denigrare e trattare con freddezza erano giudicati con punti negativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Abbiamo usato per l'assegnazione dei punti un metodo di valutazione psicologica consolidato, come -3 per il disprezzo e +2 per il senso dell'umorismo'', ha spiegato Murray, autore di 'Mathematics for Marriage' (Matematica per il matrimonio) al quotidiano The Daily Telegraph. ''Poi abbiamo trasposto i punti su un grafico e siamo riusciti a predire le probabilita' di divorzio convertendoli in termini algebrici'', ha aggiunto il professore sottolineando che la percentuale di riuscita della formula e' stata ''incredibile''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Murray, che e' da parte sua felicemente sposato da 40 anni, il sistema non solo permette di calcolare come i coniugi interagiscono tra loro, ma mette anche il dito sulle cause dei problemi della coppia indicando la via da seguire per salvare il matrimonio. L'equazione della moglie e' la seguente: w(t+1)= a+ r1*w(t)+ihw[h(t)], dove ''w'' sta per wife (moglie), h per husband (marito) e t per time (tempo); ''a'' e' una costante che rappresenta lo stato d'animo della moglie quando non e' con il marito; ''r1*w(t)'' indica la facilita' con cui puo' cambiare lo stato d'animo della moglie quando parla con il marito; ''ihw'' e' la cosiddetta ''funzione dell'influenza'' ovvero la misura dell'influenza che i commenti del marito esercitano sulla moglie; ''h(t)'' indica il punteggio del marito durante i 15 minuti di conversazione con la moglie e infine ''w(t+1)'' rappresenta come la moglie abbia reagito alla conversazione con il marito. Piu' alto e' questo valore, maggiore e' la probabilita' di divorzio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'equazione del marito e' h(t+1)=b+r2*h(t)+iwh[w(t)]. ''b'' e' una costante e rappresenta lo stato d'animo del marito quando non e' con la moglie; ''r2*h(t)'' indica la facilita' con cui il marito cambia stato d'animo quando parla con la moglie; ''iwh'' e' la funzione dell'influenza che misura quanto i commenti della moglie abbiano delle ripercussioni sul marito; ''w(t)'' rappresenta il punteggio riportato dalla moglie durante i 15 minuti di conversazione con il marito e ''h(t+1)'' indica come il marito ha reagito alla conversazione con la moglie. Anche in questo caso, piu' alto e' questo valore, maggiori sono le probabilita' di divorzio.&lt;br /&gt;08/08/2003 21:33&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-106037937791454285?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/106037937791454285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=106037937791454285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106037937791454285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106037937791454285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/08/scoperta-la-formula-matematica-salva.html' title='SCOPERTA LA FORMULA MATEMATICA &apos;SALVA-MATRIMONIO&apos;'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-106004124185505520</id><published>2003-08-05T01:54:00.000+02:00</published><updated>2003-08-05T02:06:29.053+02:00</updated><title type='text'>Dava fuoco alle Smart in nome di Bin Laden</title><content type='html'>&lt;a href="http://archivio.corriere.it/archivio/buildarticle.jsp?id=937280&amp;syear=&amp;emonth=-1&amp;searchor=Smart&amp;t1=corsera&amp;sday=&amp;searchand=&amp;firma=frignani&amp;eday=&amp;order=RATE&amp;smonth=-1&amp;searchfrase=&amp;eyear="&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="/lgblog/img/corriere.gif" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-106004124185505520?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/106004124185505520/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=106004124185505520' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106004124185505520'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/106004124185505520'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/08/dava-fuoco-alle-smart-in-nome-di-bin.html' title='Dava fuoco alle Smart in nome di Bin Laden'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-105881880753684106</id><published>2003-07-21T22:20:00.000+02:00</published><updated>2003-07-21T22:20:07.516+02:00</updated><title type='text'>CARABINIERE SPARA E UCCIDE GIOVANE DURANTE CONTROLLO</title><content type='html'>BRESCIA - Ancora molti lati oscuri sull' episodio avvenuto nella tarda serata di ieri a Roncadelle, nel Bresciano, dove il 23enne Stefano Cabiddu e' morto dopo essere stato ferito da un colpo di pistola esploso da un carabiniere. Il giovane abitava a Crema (Cremona) ed era un operaio edile specializzato nella costruzione di manufatti in cemento. Era originario della Sardegna. Cabiddu si trovava a Roncadelle con i fratelli Raffaele ed Efisio, entrambi piu' anziani di lui e residenti a Orzivecchi (Brescia), ai quali, da quanto si e' appreso, era molto legato. Dalla Sardegna e' partita la madre dopo essere stata avvisata di quanto accaduto. Il fatto e' avvenuto verso le 22:30 in una zona buia, alle spalle di un centro commerciale. La pattuglia di due militari e' intervenuta per un controllo dopo una segnalazione da parte del personale di un istituto di vigilanza privato, che aveva notato movimenti sospetti. Secondo una prima ricostruzione, il giovane ha avuto un atteggiamento definito ''minaccioso'' nei confronti del carabiniere, che ha reagito sparando. I fratelli, che in quel momento si trovavano in macchina, sono stati accompagnati in caserma. I tre sarebbero arrivati sul posto con un'auto, una Fiat Uno di colore blu, sulla quale sono in corso accertamenti. Sul luogo dell'uccisione i carabinieri stanno anche lavorando con i metal detector, probabilmente alla ricerca di armi eventualmente abbandonate. Il carabiniere che ha sparato - afferma il suo comando che conferma un ''atteggiamento minaccioso'' da parte della vittima, ma non una sua reazione armata - in passato si era distinto in operazioni antidroga. In una di queste aveva inseguito e catturato in un fiume uno spacciatore, che in precedenza aveva tentato di colpirlo con un coltello. (ANSA)&lt;br /&gt;21/07/2003 12:55&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIOVANE UCCISO DA CC: VERTICE IN PROCURA A BRESCIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BRESCIA - Sulla morte di Stefano Cabiddu, ucciso da un colpo sparato da un carabiniere, si e' svolto un vertice negli uffici della Procura della Repubblica di Brescia. Vi hanno preso parte il Procuratore Giancarlo Tarquini, il pm Silvia Bonardi, titolare delle indagini, e il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Carmine Adinolfi. Al termine, nessuna dichiarazione.&lt;br /&gt;Raffaele Cabiddu, fratello della vittima, ha invece riferito che ''ci hanno detto che e' stato un incidente''. Secondo Cabiddu sarebbe cio' che pensano i carabinieri della morte di Stefano. Sul perche' si trovassero dietro al centro commerciale, tra cespugli e alberi, e' l'altro fratello Efisio, distrutto dal dolore, a rispondere: ''Ve lo devo proprio dire? Eravamo in quel posto per un bisogno di uno di noi''. Aggiunge poi: ''L'unica cosa che conta, pero', in questo momento e' che nessuno ci ridara' piu' nostro fratello''.&lt;br /&gt;21/07/2003 20:36&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-105881880753684106?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/105881880753684106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=105881880753684106' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/105881880753684106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/105881880753684106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/07/carabiniere-spara-e-uccide-giovane.html' title='CARABINIERE SPARA E UCCIDE GIOVANE DURANTE CONTROLLO'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-105839519176535457</id><published>2003-07-17T00:39:00.000+02:00</published><updated>2003-07-17T00:39:51.743+02:00</updated><title type='text'>IL PESCE GRANDE E LA LEGGE GASPARRI</title><content type='html'>&lt;i&gt; Chi è avvantaggiato dal riassetto televisivo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di GIOVANNI SARTORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    Il nostro capo del governo ha finalmente ammesso, all’estero, che, sì, la sua maggioranza ha varato tre leggi pro domo sua , fatte su misura per lui: la legge sulle rogatorie internazionali (intesa a ostacolarle), la legge Cirami (intesa a facilitare lo spostamento dei processi) e ora il cosiddetto lodo Maccanico-Schifani (che gli assicura, in sostanza, una immunità a vita). Ma temo che l’elenco sia incompleto. Anche la legge sul falso in bilancio - derubricato a infrazione meramente amministrativa - fa più comodo a lui che a qualsiasi altro frodatore del fisco. E poi sono in dirittura di arrivo la legge Gasparri sul riassetto televisivo e, dulcis in fundo , la legge Frattini sul conflitto di interessi. Berlusconi si è difeso, nell’ammettere i tre peccatucci «interessati» da lui ammessi, facendo presente che la sua maggioranza ha anche varato un 250 leggi «disinteressate». Tre o anche sei contro 250 fa quantomeno patta, no? Secondo me, no. Perché la legge Gasparri basta da sola a riportare Berlusconi in vantaggio. Per non parlare della micidiale legge Frattini, della quale parlerò non appena verrà rimessa in pista.&lt;br /&gt;    Tutti convengono che l’universo dei media debba essere sistemato da una «legge di sistema» (si dice così, io ripeto). Deve essere sistemato a tergo, e cioè rispetto alle leggi tampone Mammì (del 1990) e Maccanico (del 1997), e anche alle sentenze della Corte Costituzionale, che tra l’altro impongono a Mediaset di trasferire Retequattro (che dal luglio 1999 opera, nella patria del diritto, senza regolare concessione) su satellite. E deve anche essere sistemato a futura memoria, perché la rivoluzione digitale è in arrivo e la dobbiamo fronteggiare.&lt;br /&gt;    Dunque, legge di sistema sì. Ma tutti i salmi finiscono in gloria. Il che vuol dire che in Italia, oggi, tutti i salmi finiscono in casa Berlusconi. Difatti la legge Gasparri eccelle soprattutto nel sistemare gli interessi di Sua Emittenza, visto che gli regala tre cose: 1) gli salva Retequattro; 2) gli consente di aumentare la sua quota di pubblicità; 3) gli consente di invadere più che mai l’editoria e i giornali. Il marchingegno che avvia questa pioggia di benefici è di cambiare la base del calcolo. La legge Maccanico stabiliva un tetto del 30 per cento del mercato per ciascun operatore. La Gasparri fa scendere a 20 per cento questo tetto, ma (ecco il trucco) amplia a dismisura il paniere delle risorse che lo vanno a determinare. Per illustrare, il 30% di cento, è trenta; ma il 20% di duecento, è quaranta. Così Berlusconi si tiene tutto e può crescere in quota pubblicità strozzando sempre più la concorrenza.&lt;br /&gt;    Non basta. La legge Mammì frenava la «convergenza multimediale» vietando a chi possedeva tre reti tv di possedere quotidiani. Con la Gasparri questo divieto andrà a cadere. Così Berlusconi potrà comprare i suoi concorrenti, cioè almeno un grande gruppo editoriale. Si risponde che è anche consentito agli altri di comprare lui. Ridiamo tutti assieme. Io ho sempre saputo che è il pesce più grande che mangia i pesci più piccoli. Fininvest-Mediaset capitalizza (all’ingrosso) 10 miliardi di euro. Gli altri messi assieme arrivano a poco più di 3 miliardi; non potrebbero certo mangiare Berlusconi.&lt;br /&gt;    Se la Gasparri passerà - è in preventivo per la prossima settimana -, andrà di bene in meglio per Sua Emittenza, e di male in peggio per la libertà di sapere e di dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-105839519176535457?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/105839519176535457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=105839519176535457' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/105839519176535457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/105839519176535457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/07/il-pesce-grande-e-la-legge-gasparri.html' title='IL PESCE GRANDE E LA LEGGE GASPARRI'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-105741184548599202</id><published>2003-07-05T15:30:00.000+02:00</published><updated>2003-07-05T15:50:56.670+02:00</updated><title type='text'>L'Unione italiana lavoratori Polizia contro la patente a punti</title><content type='html'>&lt;i&gt;(Kwnews)&lt;/i&gt; Dove si prenderanno gli uomini per fronteggiare l'emergenza legata ai nuovi inserimenti per le segnalazioni della patente a punti? Se lo chiede l'Unione italiana lavoratori Polizia di stato (Uilps), secondo la quale "la nuova patente a punti e l'inasprimento delle sanzioni per i trasgressori del codice della strada serviranno a ben poco se non si adegueranno gli organici della Polizia stradale che non riesce, nelle autostrade, a garantire efficienti servizi di vigilanza. Le norme da sole non bastano, se si vuole un maggior controllo della viabilità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, per il sindacato di polizia, bisogna essere consapevoli che "la sicurezza ha un costo e con i bilanci tagliati dell'ultima finanziaria, la Polizia di stato puo' fare ben poco. Non ci sono gli uomini per formare le pattuglie, scarseggiano persino i fondi per la benzina, e non ci sono le autovetture".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per queste ragioni, la Uilps critica fortemente i vertici della Polizia stradale, e chiede al "capo della Polizia di affrontare con urgenza il problema" poichè "ritiene che vi sia anche la necessità di una riorganizzazione del servizio".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-105741184548599202?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/105741184548599202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=105741184548599202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/105741184548599202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/105741184548599202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/07/lunione-italiana-lavoratori-polizia.html' title='L&apos;Unione italiana lavoratori Polizia contro la patente a punti'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-200424757</id><published>2003-06-14T11:03:00.000+02:00</published><updated>2003-06-14T12:23:28.000+02:00</updated><title type='text'>Un'istituzione di garanzia</title><content type='html'>&lt;i&gt;Il ruolo del Corriere, un saluto ai lettori&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;di FERRUCCIO DE BORTOLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giornale di grande prestigio e tradizione cambia guida ma rimane sempre se stesso. In particolare il Corriere che è una delle pochissime istituzioni di garanzia di questo Paese. Da domani lo firmerà Stefano Folli, collega di grande valore, accolto dalla redazione con un larghissimo voto di fiducia. La scelta personale di chi scrive ha suscitato interpretazioni esagerate, a destra e a sinistra. Ricordo che nella sinistra al potere c’era chi voleva farmi condannare dall’Ordine dei giornalisti (e per un voto non ci riuscì) oltre a trascinarmi in tribunale, come avrebbe fatto poi la destra negli anni successivi, ultimi gli avvocati del premier (che spero, ora, non si ritirino). Questo per dire che un quotidiano indipendente, impegnato a ragionare sui fatti senza le lenti dell’ideologia o delle appartenenze, dà fastidio sempre. Una novità di rilievo nel mondo della comunicazione è poi inevitabilmente oggetto di discussioni, specie in un Paese governato da un editore; lo sarebbe di meno se si fosse risolto il famoso conflitto di interessi, che anziché ridursi si è ampliato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Corriere ha cercato di essere in questi anni il giornale laico e liberale del dialogo, fedele ai valori della propria tradizione (dalla scelta europea all’economia di mercato, quella vera; dal maggioritario alla costruzione di un autentico sistema bipolare dell’alternanza). Ci siamo sforzati di proporre al lettore il massimo ventaglio delle opinioni, nel rigore delle inchieste e delle cronache, mai di parte. Ma soprattutto nella coltivazione quotidiana del dubbio. Abbiamo preso, quand’era necessario, posizione. Dicendo per esempio sì a due guerre, in Kosovo e in Afghanistan, ma raccontandole senza indossare alcuna divisa o, peggio, un elmetto. Abbiamo detto di no alla terza, l’ultima, quella dichiarata per togliere a un regime odioso le armi di distruzione di massa (che non sono state trovate).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo creduto, e crediamo, in un Paese moderno in cui l’opposizione non pensi che chi governa sia un usurpatore della volontà popolare e chi sta al potere non tratti la minoranza come un relitto del passato. Discutano maggioranza e opposizione dei veri problemi italiani, diano insieme l’esempio che in una vera democrazia liberale il rispetto dell’opinione degli altri è un principio irrinunciabile. E’ troppo? Pare di sì. Siamo convinti che chi governa non debba scambiare il consenso per legittimità assoluta: il voto popolare è sacro ma non è un mandato in bianco. C’è una Costituzione, ci sono princìpi e garanzie. Intralci alle riforme? Macché, si facciano, le riforme, magari con la stessa determinazione con la quale si varano provvedimenti personali destinati a incidere sui processi in corso. Senza insultare la magistratura, sulle cui colpe «politiche» non siamo mai stati in questi anni teneri. Basta con le risse. E attenzione a un Paese che non perde occasione, in molte delle sue leggi recenti (condoni compresi) e in diversi comportamenti pubblici, di abbassare il tasso di legalità, deprimendo ancor di più la propria immagine all’estero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si è parlato di un declino economico, ma più grave è il declino politico, istituzionale e morale. La politica si separa sempre più dalla morale; l’attività di governo confina pericolosamente con gli affari, non sempre pubblici; la libertà d’informazione è vista con insofferenza crescente. Per fortuna c’è un’Italia migliore, moderata, aperta, europea, in un polo e nell’altro. E per fortuna c’è il Corriere che resta e resterà sempre un’istituzione di garanzia. Non asservita a nessuno. Dunque, scomoda, scomodissima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un grazie di cuore ai lettori, scusandomi per gli errori commessi. Un grazie alla redazione, straordinaria, e in particolare ai vicedirettori Carlo Verdelli, Paolo Ermini e Massimo Gaggi; un grazie all’editore e agli azionisti. E un pensiero affettuoso alla memoria di Maria Grazia Cutuli, di Walter Tobagi e di tutti quelli che sono morti facendo questo mestiere. Che amavano, come noi, molto.&lt;br /&gt;14 giugno 2003&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-200424757?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/200424757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=200424757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200424757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200424757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/06/unistituzione-di-garanzia.html' title='Un&apos;istituzione di garanzia'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-200404956</id><published>2003-06-10T00:24:00.000+02:00</published><updated>2003-06-10T00:37:29.000+02:00</updated><title type='text'>Dentro Matrix nel deserto dell'irreale</title><content type='html'>&lt;i&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.ilmanifesto.it"&gt;www.ilmanifesto.it&lt;/a&gt;)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sfuggire alle trappole della lettura filosofica dei film dei fratelli Wachowski. I due episodi di Matrix sono la rappresentazione dei conflitti del presente e parlano alla sinistra. Esercitare «resistenze» locali, ribellarsi apertamente o allearsi con il capitale illuminato della rete?&lt;br /&gt;Input e output Mentre la prima parte era dominata dalla spinta a uscire da Matrix, la seconda chiarisce che la battaglia deve essere vinta all'interno&lt;br /&gt;SLAVOJ ZIZEK&lt;br /&gt;C'è qualcosa di intrinsecamente stupido e ingenuo nel prendere sul serio le basi «filosofiche» della serie Matrix e nel discuterne le implicazioni: i fratelli Wachowski ovviamente non sono dei filosofi, ma solo due persone che flirtano superficialmente con alcune nozioni «postmoderne» e New Age sfruttandole in modo confuso. Matrix è uno di quei film che funzionano come una sorta di test di Rorschach, mettendo in moto il processo del riconoscimento universalizzato, come il proverbiale dipinto di Dio che sembra sempre osservare direttamente voi, da qualunque angolazione lo guardiate: praticamente ogni orientamento sembra riconoscersi in esso. I miei amici lacaniani mi dicono che gli autori devono avere letto Lacan; i cultori della Scuola di Francoforte vedono in Matrix l'incarnazione estrapolata della Kulturindustrie, la Sostanza sociale (del Capitale) alienata-reificata prendere direttamente il sopravvento, colonizzare la nostra stessa vita interiore usandola come fonte di energia; gli amanti della New Age vedono in essa la fonte delle speculazioni su come il nostro mondo sia solo un miraggio generato da una Mente globale incarnata nel World Wide Web; per non parlare della presenza pervasiva di Jean Baudrillard... Questa serie arriva fino alla Repubblica di Platone: Matrix non ripete forse esattamente il dispositivo platonico della caverna (gli esseri umani come prigionieri, legati al loro posto e costretti a guardare l'ombra di (quella che loro erroneamente ritengono essere) la realtà - in breve, proprio la posizione degli spettatori al cinema? Questa ricerca del contenuto filosofico di Matrix è perciò una tentazione, una trappola da evitare. Simili letture pseudo-sofisticate che proiettano nel film le raffinate distinzioni concettuali filosofiche o psicanalitiche sono molto inferiori, per effetto, a una immersione innocente come quella a cui ho assistito vedendo Matrix in un cinema in Slovenia. Ho avuto l'opportunità unica di sedere vicino allo spettatore ideale del film - vale a dire, un idiota. Un uomo quasi trentenne alla mia destra era così immerso nel film che ha disturbato per tutto il tempo gli altri spettatori con esclamazioni come «Mio Dio, wow, dunque la realtà non esiste! Dunque siamo tutti marionette!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, la cosa interessante è leggere i film della serie Matrix non in quanto conterrebbero un discorso filosofico congruente ma in quanto rendono, nelle loro stesse incongruenze, gli antagonismi della nostra difficile situazione ideologica e sociale. Che cos'è, allora, Matrix? Semplicemente ciò che Lacan ha chiamato «l'Altro», l'ordine simbolico virtuale, la rete che struttura per noi la realtà. Questa dimensione del «grande Altro» è quella della alienazione costitutiva del soggetto nell'ordine simbolico: l'Altro tira i fili, il soggetto non parla, «è parlato» dalla struttura simbolica. In breve, questo «Altro» è il nome della Sostanza sociale, di tutto quello a causa di cui il soggetto non domina mai completamente gli effetti dei suoi atti, ossia a causa di cui l'esito finale della sua attività è sempre qualcosa d'altro rispetto a quello a cui egli mirava o che aveva previsto. E le incongruenze della narrazione filmica rispecchiano perfettamente le difficoltà che incontriamo nello spezzare le costrizioni della sostanza sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Morpheus cerca di spiegare all'ancora perplesso Neo che cos'è Matrix, egli la collega a un errore nella struttura dell'universo: «È tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo. Non sai bene di che si tratta ma l'avverti, è un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto». Qui il film incontra la sua incongruenza maggiore: l'esperienza della mancanza/dell'incongruenza/dell'ostacolo dovrebbe dimostrare che la realtà da noi vissuta come esperienza è un falso. Comunque verso la fine del film Smith, l'agente di Matrix, dà una spiegazione differente, molto più freudiana: «Sapevi che la prima Matrix è stata progettata per essere un mondo umano perfetto? Un mondo in cui nessuno soffrisse, in cui tutti fossero felici? È stato un disastro. Nessuno accettava il programma. /.../ come specie, gli esseri umani definiscono la loro realtà attraverso la sofferenza e la miseria».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'imperfezione del nostro mondo è così allo stesso tempo il segno del suo essere virtuale e il segno della suo essere reale. Si potrebbe sostenere con successo che l'agente Smith (non dimentichiamolo: non un essere umano come gli altri, ma la diretta incarnazione virtuale di Matrix - dell'Altro) rappresenta la figura dell'analista dentro l'universo del film: la sua lezione è che l'esperienza di un ostacolo insormontabile è la condizione necessaria affinché noi umani percepiamo qualcosa come realtà - la realtà è in ultima istanza ciò che resiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Legato a questa incongruenza è lo status ambiguo della liberazione dell'umanità annunciata da Neo nell'ultima scena. L'intervento di Neo, determina un «errore di sistema» in Matrix; allo stesso tempo, Neo si rivolge a quanti sono ancora bloccati in Matrix come il Salvatore che gli insegnerà come liberarsi dai vincoli di Matrix: loro riusciranno a superare le leggi fisiche, piegare i metalli, librarsi nell'aria... Comunque, il problema è che tutti questi «miracoli» sono possibili solo se restiamo all'interno della realtà virtuale sostenuta da Matrix e pieghiamo o cambiamo soltanto le sue regole: il nostro «vero» status è ancora quello di schiavi di Matrix. Noi, per così dire, abbiamo solo più potere di cambiare le regole della nostra prigione mentale - perciò, che ne dite di uscire da Matrix per entrare nella «realtà reale», in cui siamo creature miserabili che abitano la superficie distrutta della terra? Dunque la soluzione è forse una strategia postmoderna di «resistenza» consistente nel «sovvertire» o «spiazzare» continuamente il sistema del potere, o un tentativo più radicale di annientarlo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è un'altra scena memorabile in cui Neo deve scegliere tra la pillola rossa e quella blu; la sua scelta è tra la Verità e il Piacere: tra un risveglio traumatico nel Reale e il persistere nell'illusione regolata da Matrix. Egli sceglie la Verità, al contrario del più spregevole personaggio del film, l'informatore-agente di Matrix tra i ribelli che, nella scena memorabile del dialogo con Smith, l'agente di Matrix, raccoglie con la forchetta un pezzo di una bistecca succulenta e dice: «lo so che è solo un'illusione virtuale, ma non me ne importa perché il suo gusto è vero». In breve, egli segue il principio del piacere secondo cui è preferibile restare nell'illusione, anche se sappiamo che è solo un'illusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, la scelta di Matrix non è così semplice: che cosa, esattamente, offre Neo all'umanità alla fine del film? Non un risveglio diretto nel «deserto del Reale», ma un libero fluttuare nella moltitudine di universi virtuali: invece di essere semplicemente schiavi di Matrix, ci si può liberare imparando a piegare le sue regole - si può cambiare le regole del nostro universo fisico e così imparare a volare liberamente e violare altre leggi fisiche. In breve, la scelta non è tra l'amara verità e l'illusione piacevole, ma piuttosto tra i due modi dell'illusione: il traditore è destinato all'illusione della nostra «realtà», dominata e manipolata da Matrix, mentre Neo offre all'umanità l'esperienza dell'universo come campo da gioco in cui possiamo giocare una moltitudine di giochi, passando liberamente dall'uno all'altro, trasformando le regole che determinano la nostra esperienza della realtà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In senso adorniano, bisognerebbe dire che queste incongruenze sono il momento di verità del film: esse segnalano gli antagonismi della nostra esperienza sociale tardo-capitalistica, antagonismi concernenti coppie ontologiche fondamentali come realtà e dolore (realtà come ciò che disturba il regno del principio di piacere), libertà e sistema (la libertà è possibile solo all'interno del sistema che impedisce il suo pieno dispiegamento). Comunque, la forza ultima del film va nondimeno individuata a un livello diverso. L'impatto eccezionale del film è dovuto non tanto alla sua tesi centrale (ciò che viviamo come realtà è una realtà virtuale artificiale generata da «Matrix», mega-computer collegato direttamente alla mente di tutti noi), ma nella sua immagine centrale dei milioni di esseri umani che conducono una vita claustrofobica in una incubatrice piena d'acqua, tenuti in vita per generare l'energia (l'elettricità) per Matrix. Così quando (alcune delle) persone «si risvegliano» dalla loro immersione nella realtà virtuale controllata da Matrix, questo risveglio non è l'apertura nel grande spazio della realtà esterna, ma prima l'orribile realizzazione di questa condizione di questa recinzione, dove ciascuno di noi è in effetti solo un organismo fetale, immerso nel fluido prenatale... Questa assoluta passività è la fantasia forclusa che sostiene la nostra esperienza cosciente in quanto soggetti attivi, che si auto-determinano - è la fantasia ultima e perversa, la nozione per cui noi siamo in ultima analisi strumenti della jouissance dell'Altro (di Matrix) a cui viene succhiata la nostra sostanza vitale come fossimo delle batterie. Questo ci porta al vero enigma libidinale: perché Matrix ha bisogno dell'energia umana? La soluzione puramente energetica è, naturalmente, insignificante: Matrix avrebbe potuto facilmente trovare un'altra, più affidabile, fonte di energia che non richiedesse la soluzione estremamente complessa della realtà virtuale coordinata per milioni di unità umane. La sola risposta congrua è: Matrix si nutre della jouissance umana. Così torniamo nuovamente alla fondamentale tesi lacaniana che l'Altro stesso, lungi dall'essere una macchina anonima, necessita dell'afflusso costante di jouissance. In questo risiede la corretta intuizione di Matrix: nella sua giustapposizione dei due aspetti della perversione - da una parte, la riduzione della realtà a un dominio virtuale regolato da norme arbitrarie che possono essere sospese; dall'altra, la verità nascosta di questa libertà, la riduzione del sogetto a una passività ridotta completamente a strumento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Matrix Reloaded propone - o piuttosto, gioca con - una serie di modi di superare le incongruenze della puntata precedente. Ma nel fare questo, resta intrappolato nelle sue nuove incongruenze. Il finale del film è aperto e incerto non solo narrativamente, ma anche in relazione alla visione dell'universo su cui poggia. Il tono fondamentale è quello di sospetti e complicazioni ulteriori che rendono problematica la semplice e chiara ideologia della liberazione da Matrix che sostiene la prima parte. Il rituale estatico della comunità nella città sotterranea di Zion non può che ricordare una cerimonia religiosa fondamentalista. Vengono gettati dei dubbi sulle due figure profetiche cruciali. Le visioni di Morpheus sono vere, o è un pazzo paranoico che impone spietatamente le sue allucinazioni? Neo non sa nemmeno se può fidarsi dell'Oracolo, una donna che prevede il futuro: anche lei sta manipolando Neo con le sue profezie? È una rappresentante dell'aspetto positivo di Matrix, in contrasto con l'agente Smith che, nella seconda parte, si trasforma in un eccesso di Matrix, un virus impazzito che cerca di non farsi distruggere moltiplicandosi? E che dire delle criptiche affermazioni dell'Architetto di Matrix, colui che ha scritto il suo software, il suo Dio? Egli informa Neo che in effetti sta vivendo nella sesta versione aggiornata di Matrix: in ciasuna di esse è sorto un salvatore, ma il suo tentativo di liberare l'umanità si è risolto in una catastrofe di enormi proporzioni. Allora la ribellione di Neo, lungi dall'essere un evento unico, è solo parte di un ciclo più grande di turbamento e riparazione dell'Ordine? Verso la fine di Matrix Reloaded, ogni cosa viene così messa in dubbio: la domanda non è solo se eventuali rivoluzioni contro Matrix possano compiere ciò che esse propugnano o se debbano finire in un'orgia di distruzione, ma piuttosto se esse non siano messe in conto, se non addirittura pianificate, da Matrix. Allora, anche coloro che sono liberati da Matrix sono in realtà liberi di fare una scelta? La soluzione è rischiare comunque la ribellione aperta, rassegnarsi ai giochi locali di «resistenza», restando all'interno di Matrix, o magari a cimentarsi in una collaborazione inter-classista con le forze «positive» in Matrix? È qui che finisce Matrix Reloaded: in una mancata «mappatura cognitiva» che rispecchia perfettamente la triste condizione della Sinistra odierna e la sua lotta contro il Sistema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una piega ulteriore è fornita proprio alla fine del film quando Neo, alzando semplicemente la mano, ferma magicamente le perfide macchine simili a calamari che attaccano gli umani. Come ha potuto fare questo nel «deserto del reale», non in Matrix dove, naturalmente, egli può fare meraviglie, congelare il corso del tempo, sconfiggere le leggi di gravità ecc.? Questa incongruenza inspiegata rimanda alla soluzione che «tutto ciò che esiste è generato da Matrix», che non c'è una realtà ultima? Sebbene tale tentazione «postmoderna» - trovare una facile scappatoia dalle confusioni proclamando che tutto ciò che esiste è la serie infinita di realtà virtuali che si rispecchiano l'una nell'altra - sia da rigettare, c'è una intuizione corretta in questo complicarsi della divisione pura e semplice tra la «realtà reale» e l'universo generato da Matrix: anche se la battaglia si svolge nella «realtà reale», lo scontro cruciale deve essere vinto in Matrix. Questo è il motivo per cui bisogna (ri)entrare nel suo universo fittizio virtuale. Se lo scontro fosse avvenuto solo nel «deserto del reale», avremmo avuto l'ennesima noiosa distopia sulle rovine della lotta dell'umanità contro le macchine cattive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dirla nei termini della cara vecchia opposizione marxista struttura/sovrastruttura: bisognerebbe tenere conto della irriducibile dualità, da una parte, dei processi materiali socio-economici «oggettivi» che avvengono nella realtà oltre che, dall'altra parte, del processo politico-ideologico vero e proprio. E se il dominio della politica fosse intrinsecamente «sterile», un teatro delle ombre, ma nondimeno cruciale nella trasformazione della realtà? Così, anche se l'economia è la vera sede e la politica è un teatro delle ombre, la battaglia principale va combattuta nella politica e nell'ideologia. Si consideri la disintegrazione del potere comunista alla fine degli anni `80: anche se l'evento principale è stato l'effettiva perdita del potere statale da parte dei comunisti, la frattura cruciale è avvenuta a un diverso livello: in quei magici momenti in qui, sebbene formalmente i comunisti fossero ancora al potere, la gente all'improvviso non ha più avuto paura e non ha più preso seriamente la minaccia; così, anche se delle battaglie «reali» con la polizia continuavano, tutti in qualche modo sapevano che «il gioco» era «finito»... Il titolo Matrix Reloaded è così alquanto appropriato: se la prima parte era dominata dalla spinta a uscire da Matrix, a liberarsi dalla sua presa, la seconda parte chiarisce che la battaglia deve essere vinta all'interno di Matrix, che bisogna tornare ad essa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Matrix Reloaded, i fratelli Wachowski hanno coscientemente sollevato queste questioni, mettendoci davanti a tutte le complicazioni e alle confusioni del processo di liberazione. Così facendo si sono messi in una situazione difficile: ora hanno davanti a sé un compito quasi impossibile. Per riuscire, la futura terza parte, The Matrix Revolutions, dovrà produrre niente meno che la risposta appropriata ai dilemmi della politica rivoluzionaria oggi, un modello per l'atto politico che la Sinistra sta disperatamente cercando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Traduzione Marina Impallomeni)&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-200404956?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/200404956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=200404956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200404956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200404956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/06/dentro-matrix-nel-deserto-dellirreale.html' title='Dentro Matrix nel deserto dell&apos;irreale'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-200390293</id><published>2003-06-05T21:10:00.000+02:00</published><updated>2003-06-05T21:11:21.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;img src="http://people.beta.it/lgblog/img/Wolfowitz.jpg" align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Iraq. Wolfowitz: armi di distruzione di massa sono giustificazione "burocratica" della guerra&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Fonte: Rai News24 - &lt;a href="http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=37604"&gt;http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=37604&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Wolfowitz: "Era la sola ragione sulla quale tutti potevano essere d'accordo"&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Washington, 29 maggio 2003 - L'amministrazione Bush ha deciso per "motivi di burocrazia" di giustificare una guerra in Iraq mettendo in evidenza la minaccia rappresentata dalle armi di distruzione di massa. Ma questa non è stata la ragione principale del conflitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo ha ammesso il vice segretario americano alla Difesa Paul Wolfowitz in un'intervista alla rivista Vanity Fair.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Stati Uniti volevano la guerra per rovesciare Saddam Hussein, ha riconosciuto Wolfowitz, e "per motivi di burocrazia, ci siamo messi d'accordo sulla questione delle armi di distruzione di massa poichè era la sola ragione sulla quale tutti potevano essere d'accordo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in Gran Bretagna il governo è in difficoltà per gli stessi motivi. Dopo che, nei giorni scorsi, il segretario alla Difesa americano Donald Rumsfeld aveva affermato che l'Iraq ha distrutto le sue armi illegali prima del conflitto, alcuni parlamentari vogliono istituire una commisssione d'inchiesta per verificare l'attendibilità delle informazioni sulle armi irachene date dal governo di Tony Blair alla vigilia della guerra.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-200390293?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/200390293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=200390293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200390293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200390293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/06/iraq.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-200359046</id><published>2003-05-29T22:36:00.000+02:00</published><updated>2003-05-29T22:36:02.986+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;CORSERA: STEFANO FOLLI DESIGNATO NUOVO DIRETTORE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO - L' editorialista del Corriere della Sera Stefano Folli e' stato designato per la direzione del quotidiano dopo le dimissioni di Ferruccio De Bortoli, che ha respinto l'invito degli azionisti del Corriere della Sera a restare alla guida della testata. E' quanto si apprende da fonti del consiglio di amministrazione. Benche' abbia avuto rinnovata la fiducia della proprieta', che nel corso delle riunioni ne ha a lungo elogiato l'operato, De Bortoli avrebbe ribadito di voler lasciare ed ha quindi confermato le proprie dimissioni.Il clima, ha detto una fonte qualificata, e' stato molto tranquillo e sereno.&lt;br /&gt;''Con le decisioni prese sono state confermate e ribadite l'autonomia e l'indipendenza del Corriere della Sera''. Questo il commento di Maurizio Romiti, amministratore delegato di Rcs Mediagroup.&lt;br /&gt;29/05/2003 21:45 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;EDITORIA: CORSERA; STEFANO FOLLI, UN ALLIEVO DI SPADOLINI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA - Stefano Folli, designato oggi a succedere a Ferruccio De Bortoli come direttore del Corriere della Sera, ha gia' avuto un incarico di direttore responsabile: ha diretto infatti la Voce Repubblicana, l' organo storico del PRI. Un'origine professionale e politica legata ad una stretta collaborazione con Giovanni Spadolini. Folli, che e' uno dei piu' conosciuti notisti politici italiani, e' nato a Roma il 18 giugno 1949 ed e' iscritto fra i giornalisti professionisti dal 1975. Sposato, ha un figlio. Dopo l' esperienza alla Voce Repubblicana Folli h anche lavorato al quotidiano romano Il Tempo ed e' entrato al Corriere della Sera durante la direzione di Ugo Stille. Nella sua carriera ha avuto riconoscimenti per l' attivita' professionale: recentemente e' stato finalista del Premio Casalegno.&lt;br /&gt;29/05/2003 22:06 &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-200359046?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/200359046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=200359046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200359046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200359046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/05/corsera-stefano-folli-designato-nuovo.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-200224240</id><published>2003-05-01T00:26:00.000+02:00</published><updated>2003-05-01T00:26:21.480+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;IMI-SIR/LODO: LA LETTERA DI BERLUSCONI AL 'FOGLIO'&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Caro direttore, scrivo a lei perche' il suo giornale e' stato l'unico a ricordare i due giorni terribili della democrazia italiana, il 29 e il 30 aprile del 1993. Il 29 aprile di dieci anni fa un uomo di Stato inviso agli ex comunisti del Pds e al loro 'partito giudiziario', Bettino Craxi, fu sottoposto al voto segreto della Camera dei deputati.&lt;br /&gt;Bisognava decidere se la richiesta di indagare su di lui e di processarlo, da parte del notorio pool milanese, fosse o no viziata dal sospetto di persecuzione politica. Nella liberta' della loro coscienza, dunque a voto segreto, i deputati dissero che quel sospetto c'era e che Craxi andava sottratto a un'azione giudiziaria non onesta ne' imparziale. Con procedura straordinaria ed emergenziale, per responsabilita' politiche e istituzionali che sono ancor oggi sotto gli occhi di tutti coloro che non dimenticano le offese alle istituzioni democratiche, il voto segreto, da sempre l'ultimo scudo della liberta' parlamentare nei voti su casi personali e di coscienza, fu abolito in pochi giorni. E fu incardinata con brutalita' decisionale la riforma costituzionale che porto' di li' a qualche mese all'abolizione dell'immunita' parlamentare varata con la Costituzione repubblicana dai padri fondatori dell'Italia moderna. Il 30 aprile, esattamente dieci anni prima del giorno in cui le scrivo, fu aizzata dalla sinistra forcaiola, sotto la residenza privata di Craxi a Roma, una piazza urlante che, a colpi di insulti e monetine, rinverdi' con altri mezzi il cupo ricordo di altri linciaggi''.&lt;br /&gt;''Eugenio Scalfari, sul giornale dell'ingegner Carlo De Benedetti, scrisse il 30 aprile - prosegue la lettera - un articolo ispirato alla piu' devastante demagogia reazionaria, associandosi alla marmaglia e alle sue grida e lanciando la sua monetina: i parlamentari avrebbero dovuto secondo lui vergognarsi di quel voto libero e segreto, e un'opinione pubblica montata sugli scudi del gruppo editoriale debenedettiano e dei suoi amici avrebbe dovuto rovesciare quel voto per aprire a colpi d'ariete la porta alla reazione giustizialista, per distruggere la sovranita' del Parlamento e instaurare la Repubblica delle procure. Nei mesi successivi questo e non altro accadde in Italia, e solo la reazione democratica messa in campo dalla nascita di Forza Italia impedi' provvisoriamente il trionfo della barbarie giustizialista, restituendo nell'anno del nostro primo governo di resistenza liberale la parola al popolo''. ''Le stesse forze - continua la lettera - procedettero poi al ribaltone, cacciando dal governo gli eletti del popolo, impedendo con alte complicita' istituzionali che si tenessero nuove, libere elezioni, e instaurando per sei anni governi di minoranza, salvati da mille espedienti e inganni, contro i quali esercitammo come fu possibile la piu' ferma e leale delle opposizioni. E' da notare che il grilletto giudiziario del ribaltone fu un'inchiesta per tangenti dalla quale chi le scrive fu assolto per non aver commesso il fatto anni dopo. Ma fu uno scippo di sovranita' senza riparazione, tanto e' vero che alla prima occasione una maggioranza vera di italiani onesti ci ridiede, nel maggio del 2001, quel che con questi metodi ci era e gli era stato rubato: una vera democrazia dell'alternanza''. ''Il caso Previti. Dieci anni dopo ci riprovano. La sentenza Previti, ancora sub judice per la mancata attesa della pronuncia della Corte di cassazione sulla ricusazione del collegio giudicante, e' caduta esattamente nel decimo anniversario della giornata piu' nera della democrazia italiana. Il suo obiettivo non e' fare giustizia, come dimostra tutto l'andamento del dibattimento e la violenza con cui e' stata costruita la gogna per un deputato di Forza Italia, ma quella di colpire le forze che hanno avuto il mandato di governare e rinnovare l'Italia secondo principi di democrazia liberale corrosi in quegli anni di faziosita' che tanti danni hanno fatto a questo nostro paese. Il nostro dovere e' dunque quello di reagire, e di reagire per tempo''.&lt;br /&gt;''Confermo, caro direttore. In una democrazia liberale i magistrati politicizzati non possono scegliersi, con una logica golpista, il governo che preferiscono. Questo diritto spetta agli elettori. E gli eletti devono essere in grado, secondo la lezione costituzionalistica del '48, di discernere tra le inchieste giudiziarie valide, che riguardano un deputato o un senatore alla stregua di qualsiasi altro cittadino, e quelle frutto di prevenzione, parzialita' ideologico-politica e sospette di spirito persecutorio. Questo e' il nostro caso, e se il caso e' questo suonano ipocriti gli appelli ad abbassare i toni. Bisogna alzare il tono della nostra democrazia, bloccare il nuovo ordito a maglie larghe del giustizialismo e impedire che si consumi per la terza volta un furto di sovranita'. Ripristinando subito le immunita' violate, battendosi per la liberta' e la decenza. Cordialmente. Silvio Berlusconi''.&lt;br /&gt;30/04/2003 18:43 &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-200224240?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/200224240/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=200224240' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200224240'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/200224240'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/05/imi-sirlodo-la-lettera-di-berlusconi.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-90391113</id><published>2003-03-01T00:21:00.000+01:00</published><updated>2003-03-01T00:21:50.510+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;b&gt;IRAQ: UNA GUERRA PROVOCHEREBBE CATASTROFE UMANITARIA; ONU&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) BAGHDAD - I programmi umanitari dell'Onu per l'Iraq vanno avanti a pieno ritmo, non hanno subito alcun rallentamento a causa della crisi in atto ma, indubbiamente, una guerra contro questo Paese provocherebbe una ''catastrofe'' di dimensioni bibliche, con oltre 11 milioni di persone ridotte alla fame e in grave pericolo di vita.&lt;br /&gt;A rilanciare l'allarme - mai abbastanza ribadito dai media internazionali - e' Veronique Taveau, portavoce dell'ufficio del coordinatore del programma umanitario dell'Onu per l'Iraq (Unohci), il portoghese Ramiro Lopes da Silva. ''Intanto - esordisce Veronique, giornalista e sino a poco tempo fa corrispondente da Roma di una Tv francese - vorrei mettere in chiaro che non e' esatto, come e' stato scritto nei giorni scorsi, che quasi la meta' del personale dell'Onu in Iraq, ad esclusione degli ispettori dell'Unmovic e dell'Aiea, sia stato evacuato come misura precauzionale''.&lt;br /&gt;''Si e' trattato - spiega - di un normale avvicendamento che avviene ogni tre mesi, vuoi per ferie non godute o altro, ma non c'e' stata alcuna evacuazione, nessuno ha mai detto loro 'andate via'. Qui lavorano piu' o meno 900 persone provenienti da tutto il mondo e, al momento attuale siamo piu' di 500, che significa piu' della meta'. Qui si opera su una base personale: chi vuole andar via e' libero di farlo, cosi' come lo e' chi decide di rimanere. Del resto - aggiunge Veronique - qualsiasi decisione circa un'eventuale evacuazione del personale Onu da Baghdad deve venire da New York, dal Palazzo di Vetro''.&lt;br /&gt;''A tutt'oggi - prosegue la portavoce - i circa 900 dipendenti internazionali dell'Onu sono affiancati da 3.400 collaboratori iracheni, 2.400 nel Nord del Paese e 1.000 a Baghdad''. Il discorso si sposta quindi sulla questione degli aiuti umanitari, avviati dall'Onu dal 1996 sulla base del programma 'cibo in cambio di petrolio' che consente all'Iraq di esportare ogni sei mesi greggio per 5.2 miliardi di dollari per l'acquisto di generi alimentari e medicinali destinati alla popolazione.&lt;br /&gt;Di questa cifra - che include 300 milioni di dollari per l'acquisto di pezzi di ricambio destinati all'industria petrolifera -, due terzi sono destinati al programma 'cibo in cambio di petrolio'. Solo nella settimana dal 15 al 21 febbraio l'Iraq ha esportato 11.9 milioni di barili di petrolio - a una media di 1.7 milioni di barili al giorno - per un controvalore di quasi 338 milioni di dollari ad un prezzo di circa 28.55 dollari a barile. Ma, nonostante questa iniezione di denaro, una goccia d'acqua nel mare, le razioni alimentari che vengono distribuite ogni mese alla popolazione - e che, nel timore di un conflitto, negli ultimi mesi sono state raddoppiate per far si' che le famiglie abbiano in casa ora scorte per sei mesi - non raggiungono gli standard alimentari per una nutrizione adeguata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Tutti gli iracheni - spiega ancora Veronique -, sia i ricchi sia i poveri, hanno diritto a ricevere la loro razione mensile di generi alimentari. Il problema e' che se l'80 per cento della popolazione riceve queste razioni, il 60 per cento - cioe' gli 11 milioni di persone piu' povere - dipende completamente da esse. Cioe', se non le ricevessero, sarebbero ridotte alla fame''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non basta. Le razioni sono inadeguate per un'alimentazione appropriata. E Veronique ce lo dimostra esibendo la lista dei generi alimentari contenuti nelle razioni di giugno e luglio prossimi che, fra l'altro, sono gia' state distribuite. Dal documento si evince, per esempio, che i 500 grammi di fagioli bianchi che ogni iracheno adulto riceve ogni mese con la propria tessera annonaria sono appena il 16 per cento di quello di cui avrebbe bisogno per avere il giusto numero di calorie. Lo stesso per il latte (solo il 13 per cento), il sale (50 per cento) e l'olio vegetale (83 per cento).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di poco migliore e' la situazione per i neonati, che comunque ricevono anch'essi solo il 25 per cento degli alimenti necessari in un mese per lo svezzamento (per lo piu' cereali) di cui dovrebbero nutrirsi in quel delicato periodo dello sviluppo. ''E a questo - riprende Veronique - c'e' da aggiungere che il 60 per cento delle donne attualmente in stato di gravidanza sono anemiche, soprattutto per mancanza di ferro nell'alimentazione. E cio' provoca la nascita di neonati sotto peso, quindi piu' deboli e piu' esposti a una morte precoce''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo la portavoce, anche l'iniziativa del governo, che ha gia' distribuito in anticipo le razioni annonarie sino a luglio, servira' a ben poco per alleviare i problemi. ''Il rischio della fame rimane - spiega Veronique -. Le scorte si assottigliano perche' la gente ha bisogno di denaro contante e, siccome per sopravvivere in questi 12 anni si e' gia' venduto tutto cio' che di vendibile aveva in casa, adesso rivende i cibi delle razioni al mercato nero per acquistare medicine o vestiti per i figli''.&lt;br /&gt;Ma in caso di guerra il problema della gente non sara' solo quello del cibo: ''La situazione sarebbe ancor piu' drammatica perche' non ci sarebbe energia elettrica - continua la portavoce - e questo significherebbe poca acqua e inquinata. Quindi un serio rischio di diffusione di epidemie di ogni genere, a cominciare dalla dissenteria''. ''Dopo 12 anni di sanzioni, la situazione della popolazione e' oggi estremamente fragile - conclude seria Veronique - e una guerra provocherebbe davvero una catastrofe''.&lt;br /&gt;28/02/2003 15:34 &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-90391113?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/90391113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=90391113' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90391113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90391113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/03/iraq-una-guerra-provocherebbe.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-90360270</id><published>2003-02-22T22:48:00.000+01:00</published><updated>2003-02-22T22:48:05.490+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt; Elettrosmog, nuovi limiti «I più rigorosi d’Europa»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma gli ambientalisti: tutelano solo i grandi interessi&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fonte: Corriere della Sera)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    ROMA - «Ora, per il cosiddetto elettrosmog, abbiamo i limiti più rigorosi d’Europa», esclamano in coro i ministri delle Comunicazioni Maurizio Gasparri e dell’Ambiente Altero Matteoli. «Macché, questi limiti tutelano solo i grandi interessi e non la salute dei cittadini», replicano gli ambientalisti. I decreti attuativi della tormentata legge quadro sull’elettrosmog, approvati ieri dal Consiglio dei ministri, hanno rilanciato la polemica sugli effetti biologici dei campi elettromagnetici prodotti da elettrodotti (basse frequenze) e da antenne radiotelevisive e per telefonia cellulare (alte frequenze). Come al solito, sia sul versante politico sia su quello tecnico-scientifico, ci sono opinioni nettamente contrapposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    ELETTRODOTTI - I nuovi decreti fissano, per gli elettrodotti, un valore di attenzione, cioè un limite a tutela di eventuali effetti nocivi a medio e lungo termine in seguito a esposizioni prolungate, di 10 microtesla (unità di misura del campo magnetico). La legislazione nazionale precedente non prevedeva alcun valore di attenzione. Esistevano, tuttavia, norme del 1992 e del 1995 che indicavano un limite di 100 microtesla a garanzia degli «effetti acuti» (quelli che si manifestano immediatamente). «Il valore di attenzione di 10 microtesla - sottolinea Matteoli - è dieci volte inferiore a quello consigliato dal comitato di cinque esperti (l’oncologo Cognetti, l’epidemiologo Doll, il medico Rapacholi, il fisico Regge e l’ingegnere Falciasecca), che aveva consigliato di attenersi ai valori di 100 microtesla indicati dalla Comunità europea. Fissando limiti fra i più severi al mondo, abbiamo voluto tenere conto delle preoccupazioni espresse dai cittadini». Il decreto stabilisce anche un «obiettivo di qualità» di 3 microtesla da applicarsi alle linee di futura costruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    ANTENNE - Il valore di attenzione stabilito dai nuovi decreti è di 6 volt per metro (unità di misura del campo elettrico). In questo caso non ci sono novità rispetto al passato perché già una norma del 1998 prevedeva l’identico valore. «Si tratta di un valore estremamente cautelativo per la popolazione - ribadisce il ministro dell’Ambiente -, ben dieci volte inferiore, per fare un esempio, rispetto a quello in vigore in Gran Bretagna». Aggiunge Gasparri: «E’ un decreto che non solo tutela i cittadini, ma facilita lo sviluppo delle reti di telefonia mobile di terza generazione Umts».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    PRECAUZIONE - «Con questi decreti è stato ucciso il principio di precauzione - controbatte l’onorevole Valerio Calzolaio, ex sottosegretario all’Ambiente -. Infatti il limite di 10 microtesla è venti volte più alto di quello ipotizzato nella prima bozza di decreto elaborata due anni fa del centrosinistra. Con questi numeri, i risanamenti saranno nulli o minimi. Quanto agli effetti a lungo termine sulla salute, vedremo se non si faranno sentire». Altrettanto contrariato il verde Pecoraro Scanio il quale parla di «condono sulla pelle della gente» e invoca il referendum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    CARRETTE - Consensi quasi unanimi, invece, anche da parte degli ecologisti, su un altro decreto di tutela ambientale che, anticipando la nuova normativa europea, vieta l’ingresso nei porti alle cosiddette «carrette del mare», navi cisterna a scafo singolo, con età superiore ai 15 anni, che trasportano combustibili e altri prodotti pericolosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franco Foresta Martin&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-90360270?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/90360270/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=90360270' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90360270'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90360270'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/02/elettrosmog-nuovi-limiti-i-pi-rigorosi.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-90205440</id><published>2003-01-19T17:57:00.000+01:00</published><updated>2003-01-19T17:57:24.373+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;My Italian TV hell&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;By Tobias JonesPublished: January 16 2003 19:50 | Last Updated: January 16 2003 19:50&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://news.ft.com/servlet/ContentServer?pagename=FT.com/StoryFT/FullStory&amp;c=StoryFT&amp;cid=1042490855449&amp;p=1012571727088"&gt;indirizzo originale&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“A democracy can’t exist”, Karl Popper once wrote, “unless it has its television under control.” In Italy, though, the game’s going the other way. The television studio has already usurped the senate, soft porn has replaced hard news. One of the biggest media players on the planet – Silvio Berlusconi – has been our prime minister for the past 18 months, and his palazzo televiso (his metaphorical “televisual palace”) is only a couple of moves from check-mating democracy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So what does television look like in this new, “videocratic” world? What – I asked myself a few weeks ago, as I kicked off my shoes, reclined on my sofa in Parma and reached for the remote – is Italian TV really like? Has Berlusconi, I wondered, really turned the frightening, fictional worlds of 1984 and Citizen Kane into reality?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It’s a Sunday afternoon, and I zap on RAI 1. The programme is called Domenica-In. It’s a cabaret show lasting for six hours. After only five minutes I’m feeling drunk from the dizzying lights and dancing. I flick to Channel 5 (one of Berlusconi’s three Mediaset channels): Buona Domenica. It looks exactly the same. Just as on RAI 1, the audience are clapping wildly as some crooner sings old Sinatra songs. There are girls in bikinis everywhere. Both are flagship programmes of the rival networks, attracting millions of viewers every Sunday. To me, it looks like something straight out of Benny Hill.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;To familiarise yourself with the terrain of Italian TV, there is one key word to learn: Canzonissima. It means, simply, “very song”. It was, for decades, the most important programme on Italian television, and has now been replaced by dozens of derivatives. Singing, it’s very obvious, is the foundation stone of Italian television. The listings magazines even publish the lyrics to the old hits so that you can sing along at home. It makes TV appear like one long karaoke show, with comperes clicking their fingers as the band springs to life. By far the most followed event on TV is the San Remo festival in February, which serves up a week of syrupy songs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The following evening, about 7pm, I flick to Channel 5 again. This is the prime-time quiz show, Passaparola. To understand this kind of show, there are more key words to learn. Letterine “the little letters”, Veline “quick news flash”, schedine “the little statistics”: all are diminutive “ine” descriptions of the bikini-clad women who start dancing erotically at random intervals. Passaparola is a quiz show based on the alphabet, hence the “little letters”. As I’m watching, Gerry Scotti – the anodyne host – is flirting with one of them and winking at the 8m viewers. Italy, don’t be in any doubt, is the land that feminism forgot.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Then something strange happens. As the show reaches its climax, Gerry walks to the other side of the studio, with one of the show-girls under his arm. “Dearest viewers,” he says, “I’ve got a wonderful suggestion for you.” This is a “promotional message”, 60 seconds of product placement that interrupts every TV show. Normally the host is promoting grooming products: cellulite solutions, hair removal, hair replacement. Occasionally it’s “shoes that breathe” or a “massaging mattress”. Within minutes of the “promotional message”, there’s an advertising break proper. Filippo, a friend next to me on the sofa, grabs the remote and rides through all the seven main channels: “Bingo!” he shouts: “all the channels are on ad breaks!” There’s nothing to watch. “You see”, he says, “the problem isn’t that Italy has commercial television. It’s that it has only one half of commercial television: the commercials.” As he says this, he’s shaking his head in despair: in front of us on screen is a close-up of a woman’s buttocks. They’re wobbling as plastic pads send electric shocks into her flesh for “slimming and toning perfection”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It often seems that, in Italy, there aren’t advertisement breaks; there are short programme breaks. Fifty seven per cent of all Italian advertising budgets is spent on television (compared with 23 per cent in Germany, and 33.5 per cent in the UK). Even RAI, the state-owned television network – to whom I pay an annual licence fee of &amp;#8721;97–&amp;#8804; runs adverts. All of which means that audience-chasing is crucial, and programmes are designed for quantity not quality. “It’s become a kind of psychological dictatorship”, says Gad Lerner, the most intelligent anchorman on Italian TV. “The figures from Auditel [which measures audience share] scare people into only producing these vulgar, crowd-pulling programmes.” Berlusconi, of course, owns Publitalia, the company responsible for selling 60 per cent of advertising space on Italian television.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Within a few days of starting my TV induction I can feel my brain turning to custard. It’s been cabaret and quiz shows all week. There seems to be an obsession with singing and winning quick cash. And there are so many chat shows such as Al Posto Tuo or Uomini e Donne that have sad lovers screaming at each other. There’s blanket coverage of football. If you have satellite you can even watch your team training for the next game. But – and this is the strange thing – there’s nothing actually on. If content is king, Italy is very much a republic. And so it becomes a sort of self-reflexive hall of mirrors. Quiz shows ask questions such as: “With the letter M, who presents the chat show Uomini e Donne?” Then on that chat show, Maria De Filippi – the blonde Italian Oprah – will host the quiz-master who asked the question. Then news programmes will run long items on the marriage between De Filippi and Maurizio Costanzo, the portly host of Buona Domenica who also hosts another chat show from Monday to Friday. It is television feasting on its own tasteless entrails.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The more you watch it, the more you realise that for all its “variety shows”, there’s precious little variety. And, the most amazing thing, the iconic men who launched Italian TV in the 1950s – Mike Buongiorno and Raimondo Vianello – are still there, right in front of me as I write this. It’s the televisual equivalent of trasformismo: time moves on, tastes change, but the players in the game remain exactly the same. As with politicians, no television personality ever, ever slips off into retirement, which means that Italy appears a sort of “geriatrocracy”, run by doddery old men.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There are, at least, hundreds of films on offer, but they wouldn’t even fit into the B-movie category: they’re almost all oil-and-muscle action movies starring Steven Segal or Chuck Norris. The TV series, too, seem stuck in a time-warp: Colombo, Murder She Wrote, The Saint. That, as patriotic Italians often complain, is the real problem. Italy, once the artistic engine of the world, has become a mass importer of culture. The country is one of Hollywood’s most important markets, with the consequence that nowadays many of Italy’s most famous actors are its dubbers.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Watching news programmes is even worse. This evening I was watching the Italia Uno (Mediaset) news. “Celebrity gossip”, smiles the newscaster, “has become cultural this week”. The news item is an interview with Natalia Estrada – a Spanish bombshell – talking earnestly about her “career” as a show-girl, and proudly announcing her imminent marriage to Berlusconi’s brother, Paolo. A couple of days later I decide to watch the news on RAI 2. During the lead announcement, there’s a slow-motion picture of Berlusconi smiling. Violins are playing moving music. “The prime minister”, the newscaster announces, “has become a grandfather for the second time.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Most Italians are acutely embarrassed by it all. Many will say that their TV is volgare or else fa schifo: “it’s disgusting”. Signora Ciampi, wife of the politically neutral and widely admired President of the Republic, last year made headlines by declaring it all deficiente: “half-witted”. It’s nothing new. Decades ago Pier Paolo Pasolini spoke of TV’s influence as a sort of “cultural genocide”, wiping away all traces of what makes Italians so noble: the intelligence and generosity, the Catholicism and conversation. Umberto Eco and Dario Fo have moaned repeatedly and eloquently about the televisual state of the nation. The enigma is how Italy – home to the most creative people on earth – ever produced such a leviathan. Who is responsible for this rubbish?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The reply of those pop-culture critics is almost always anthropological. Italy is, they say, a visual rather than a literary country. It has produced the best art, and many of the greatest films, in the western world. With a few notable exceptions (Dante, Boccaccio and so on) almost all Italy’s cultural icons – from Michelangelo to Fellini – are the product of visual, rather than verbal, genius. That visual culture, that obsession with understanding and admiring beauty, means that television is, like fashion, the fulcrum of Italian life. The average adult watches television for more than four hours a day; even when you go out to a restaurant there will be a TV set slung in the corner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italy no other medium - print, publishing, audio - reaches even the 50 per cent thresh old of "info-penetration" into daily life.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;By now, the TV set is so ubiquitous that it's nicknamed the focolare domestico, the "domestic fire". It's the warm glow around which family and friends gather; especially, of course, in Italy, a land where three generations often share the same living room. That, in fact, is the second anthropological explanation for TV saturation: the emphasis on family life paradoxically increases TV viewing because it's the only thing many relatives have in common. The easiest way to pass an afternoon with your grandmother is to watch Buona Domenica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The other explanation for Italian TV is historical: there has always been a bear-hug between Italian politics and television. Lottizzazione - "carve up" - describes the way television channels became, in the old days, fiefdoms of the political parties. Until the early 1990s, the three RAI channels were directly controlled by the three main parties. The Christian Democrats pulled the strings at RAI 1, the Socialists controlled RAI 2, the Communists RAI 3. The RAI Berlusconi inherited in 2001 had obvious left-wing leanings. The real complaint against Berlusconi isn't that he's changed the rules of the game by conflating politics and television; it's simply that he's won the old game so very, very convincingly. And he triumphed through a piece of tactical genius. He turned the tables on the old, political guard by deciding to colonise politics through television, rather than vice versa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi's TV empire also owes its rise to an anomalous business context: in the 1980s, when Berlusconi built himself into a media mogul, commercial television in Italy was almost totally unregulated.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He has duly made TV in his own image: a slick salesman who once worked as a singer on a cruise ship, he has turned TV into endless advertisements sandwiched between the cabaret. (Even the listings magazine he owns is called "Smiles and Songs"). A man enthralled by the US, he has bought the rights to thousands of American films and soap operas. He has turned television into an ideological vacuum, in which the medium really has become the message. The result, of course, is that the mogul has become the prime minister.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;There are, though, areas of optimism. The other side of the TV equation - the viewer - is very different in Italy. Italians watch not passively, in silence and concentration (as in Britain), but actively. Watch TV with friends or family and you realise the box is just another relative: ever-present, but often ignored, invariably - as in all Italian conversations - interrupted. "You're a cretin" is the usual shout in the direction of the TV and its smug "celebrities". Italian viewers are simply less supine than their Anglo-American counterparts. Also, if you watch television after 1am you'll see some of the best programmes available: educational documentaries, foreign films, in-depth news analysis. Then there's "La 7", a national channel launched recently - with Gad Lerner as its figurehead - to challenge the duopoly of RAI-Mediaset by going up-market.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In addition, since every Italian city claims to be a "capital", there are more than 600 local channels. Many are incredibly sophisticated and refined. Every Sunday night I work as a football pundit for Teleducato, one of Parma's local channels. Our programme is simply sports chat and if you cough the backdrop falls over. And yet, each week when I leave the studio, I walk past the city's finest opera critics, getting ready to render their verdicts on the evening's opera. When I get home 10 minutes later, I see the three men on screen, swigging wine as they would at home and earnestly talking about the soprano from the current run of Rigoletto. Such intelligence, of course, would be immediately banished from RAI or Mediaset.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;These are critical weeks for the future of Italian television. Berlusconi's communications minister has just announced a new draft law proposing a radical rewriting of the media laws (abolishing the 30 per cent ceiling for ownership of any single media sector, lifting the ban on cross-media ownership and preparing the way for the privatisation of RAI for January 2004). At the same time, three out of five of the directors of RAI (representing the state's three terrestrial and seven satellite channels) have just resigned, apparently fed up with political interference and poor programming.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;By now, Berlusconi really does have a near-monopoly of the mass media. Anyone who says otherwise is simply burying his head in the television. He recently railed against three presenters on RAI who had criticised him, and their programmes were taken off the air. Blob, an inspired programme that satirises the tele-political powers that be, was also cancelled recently when it dedicated a special edition to the prime minister. "But the thing that really frightens me", says Gad Lerner, "isn't that censorship is a diktat from above, it's that it's servility from below. Everyone working in television knows that, for the next five or seven years, their career will depend upon Berlusconi, and they grovel accordingly."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;As if to illustrate the point, a few minutes ago I finally found a film worth watching. It was a Hitchcock film on Rete 4 (Mediaset). Just as the climax arrived, as the pistol appeared from behind the curtain, there was a scroll along the bottom of the screen, ruining the tension: "One year of achievement", it read; "All the highlights of Berlusconi's speech immediately after this film". And that's the strange thing. Berlusconi's political movement, Forzismo, might be vaguely dangerous for democracy, but for television it's simply disastrous.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tobias Jones has lived in Italy for four years. His diary of life abroad, The Dark Heart of Italy, is published by Faber this month.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-90205440?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/90205440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=90205440' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90205440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90205440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2003/01/my-italian-tv-hell-by-tobias.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-90080907</id><published>2002-12-22T12:08:00.000+01:00</published><updated>2002-12-22T12:13:11.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Iraq: Bush da' segreti intelligence a ispettori Onu&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(di Giampiero Gramaglia)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - 21-12-2002 - WASHINGTON - Gli Stati Uniti impongono una dinamica di guerra alla crisi con l'Iraq: prima di lasciare Washington per la sua pausa di fine anno, il presidente George W. Bush da' l'ok per fornire agli ispettori dell'Onu informazioni di intelligence sull'Iraq; autorizza il raddoppio, nel giro di un mese, delle forze di stanza nel Golfo; e rinvia un viaggio in Africa dal 7 al 15 gennaio.&lt;br /&gt;Decisioni scandite, l'una dopo l'altra, e a poche ore l'una dall'altra. Inoltre, ponendo il veto all'Onu su una risoluzione di condanna d'Israele - non accadeva da un anno - Washington mostra di non temere in questa fase le complicazioni politiche che possono derivare sul fronte iracheno.&lt;br /&gt;Baghdad fiuta l'aria e drammatizza: un intervento militare sarebbe ''imminente'': ''Gli Stati Uniti cercano di metterci con le spalle al muro, con l'unico fine di aggredirci'', scrive Babel, il giornale di Uday, il primogenito di Saddam Hussein, che paragona Bush al condottiero mongolo Hulagu, un discendente di Gengis Khan, che nel 1258 prese Baghdad.&lt;br /&gt;Le informazioni dell'intelligence americana serviranno agli uomini do Hans Blix, che ne fa formale richiesta, per scovare le scorte irachene di armamenti bio-chimici.&lt;br /&gt;Il passaggio delle notizie fra agenti della Cia e ispettori dell'Onu, che sarebbe gia' in corso, avviene con cautela: Washington, infatti, teme fughe di dati che potrebbero aiutare Baghdad.&lt;br /&gt;Ma Blix ha insistito; e Bush ha acconsentito: senza il supporto dei dati in possesso degli americani, che sembrano saperne piu' di tutti, le ispezioni rischiano di rimanere generiche e inefficaci. Salvo ricorrere, come pure avverra', a interrogatori di scienziati fuori dall'Iraq.&lt;br /&gt;Con la Cia a fare da suggeritore, gli esperti dell'Onu possono, invece, sperare di prendere, finalmente, gli iracheni in fallo. Ma, se non sara' cosi', gli Stati Uniti saranno in imbarazzo: basano sull'intelligence, l'affermazione che il regime di Saddam Hussein dispone di armi di sterminio. Blix avra', forse, elementi da riferire al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che vuole ascoltare, il 9 gennaio, un rapporto dettagliato sulla dichiarazione irachena sulle armi di distruzione di massa, dopo che, giovedi, gli Stati Uniti l'hanno definita una ''violazione palese'' della risoluzione 1441 delle Nazioni Unite dell'8 novembre.&lt;br /&gt;Ma un rapporto di sostanza sui risultati delle ispezioni e' fissato per il 27 gennaio. Per quella data, il segretario alla difesa americano Donald Rumsfeld avra' gia' dato corso agli ordini, che saranno impartiti a giorni, per rendere operativa le decisioni militari del presidente Bush.&lt;br /&gt;Dopo due giorni di consultazioni con i suoi strateghi, il comandante in capo ha ieri approvato l'invio nel Golfo entro gennaio di altri 50 mila militari statunitensi, che andranno ad aggiungersi ai 60 mila circa gia' presenti. E' probabile che la mobilitazione comporti il richiamo di decine di migliaia di riservisti.&lt;br /&gt;Dalla base di Bagram, a nord di Kabul, dove e' in visita, il capo di Stato Maggiore americano, generale Dick Myers, assicura: le forze armate saranno pronte, se e quando il presidente decidera' l'attacco nel Golfo.&lt;br /&gt;Anche il premier britannico Tony Blair ribadisce che Londra e' pronta a seguire Washington in un intervento armato perche' Saddam continua a giocare a nascondino con l'Onu: gli inglesi proseguono la ''pianificazione di contingenza'' per preparare il Paese a un conflitto che ricalchi quello del 1991. Citando il deterioramento della crisi con l'Iraq, Bush ha anche deciso di rinviare una missione in Africa in programma nella prima meta' del mese prossimo (e che, invece, si fara' piu' avanti nell'anno).&lt;br /&gt;Fra le ragioni del rinvio, pero', il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer ha anche citato il desiderio del presidente di cominciare a lavorare, nell'anno nuovo, sulle priorita' della politica interna.&lt;br /&gt;Ricevendo alla Casa Bianca il Quartetto, cioe' la formazione diplomatica internazionale (Usa, Ue, Russia e Onu) che segue il processo di pace in Medio Oriente, Bush aveva poco prima dichiarato la propria delusione per l'atteggiamento iracheno: Baghdad e' molto lontana dall'avere mostrato la volonta' di rinunciare alle armi di sterminio e di rendere conto di quelle che ha.&lt;br /&gt;Per mantenere la pressione sul regime di Saddam, nel giorno che un agguato in Afghanistan ricorda agli americani che in guerra si muore, 240 mila volantini vengono sganciati su due localita' del Sud dell'Iraq, per informare gli iracheni delle frequenze su cui vengono trasmessi programmi radio di sostegno all'opposizione irachena a Saddam Hussein e notizie sulle ispezioni dell'Onu.&lt;br /&gt;Il lancio dei volantini fa seguito a un'incursione, ieri, contro due postazioni della difesa contraerea irachena, sempre nel Sud del Paese: una delle decine di scaramucce registrate quest'anno e intensificatesi nelle ultime settimane.&lt;br /&gt;21/12/2002 22:11 &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-90080907?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/90080907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=90080907' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90080907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90080907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/12/iraq-bush-da-segreti-intelligence.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-90079153</id><published>2002-12-21T16:25:00.000+01:00</published><updated>2002-12-21T16:25:11.396+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;FIAT: PAGLIARULO, ORA CONTA MENO DI ZERO NEI CONFRONTI DI GM&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 21 dic. - (Adnkronos) - ''Prima la Fiat contava pochissimo nei confronti di General Motors. Oggi, con la vendita di tutte le azioni Gm di proprieta' Fiat a Merril Lynch, conta meno di zero'': lo afferma il senatore Gianfranco Pagliarulo (Comunisti Italiani) commentando la cessione della quota di Gm da parte del Lingotto. ''Cio' vuol dire -sostiene Pagliarulo- che Gm domani potrebbe acquistare Fiat per quattro soldi. Presumibilmente sia questa operazione che la vendita di Fidis servono a Fiat per 'fare cassa'. Ma al dinamismo finanziario del gruppo corrisponde una totale inerzia delle prospettive industriali''.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-90079153?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/90079153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=90079153' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90079153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/90079153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/12/fiat-pagliarulo-ora-conta-meno-di-zero.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-85726188</id><published>2002-11-28T17:44:00.000+01:00</published><updated>2002-11-28T17:44:28.743+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;SIRCHIA, CLONAZIONE TERAPEUTICA O RIPRODUTTIVA E' CRIMINE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(AGI) - Campobasso, 28 nov. - Il ministro per la Salute, Girolamo Sirchia, condanna senza appello la clonazione, sia essa a scopo riproduttivo sia per fini terapeutici. Nel corso del suo intervento, nell'inauguarzione dell'Universita' cattolica di Campobasso Sirchia, ha affermato: "Bisogna dire chiaramente e affermarlo con le leggi che la clonazione riproduttiva e' un crimine contro l'umanita'. La clonazione terapeutica non e' migliore, perche' non differisce sostanzialmente dalla prima. Non vedo - aggiunge Sirchia - come si possa distinguere se non dialetticamente, queste due forme". Il ministro punta l'indice sulle "ultime notizie diffuse solo per fare spettacolo. In questo momento la gente e' frastornata, perche' non capisce piu' se la scienza e la ricerca sono a favore o contro l'umanita'. Chi fa la ricerca ha un compito molto impegnativo - afferma il ministro - quello di far capire che ci sono anche un'etica e delle regole da rispettare. Credo che siamo arrivati al punto in cui bisogna sancire per legge che la clonazione riproduttiva e' un crimine contro l'umanita', alla stregua della schiavitu' e delle sevizie contro i bambini". Il ministro, nel suo discorso, chiama in causa anche la Comunita' internazionale. "Non ci basta sapere se l'Unione europea non fara' la clonazione riproduttiva, ma vogliamo essere certi che questo non accada anche a Dubay o in Cina. Cio' avverra' - tuona Sirchia - solo se sara' stabilito solo con leggi che si tratta di un crimine".&lt;br /&gt;281726 NOV 02&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-85726188?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/85726188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=85726188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85726188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85726188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/sirchia-clonazione-terapeutica-o.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-85719797</id><published>2002-11-26T22:55:00.000+01:00</published><updated>2002-11-26T22:56:14.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Duro scontro, con annuncio di querela, in materia di decreto salva antenne ed elettrosmog tra il presidente ...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fonte: &lt;a href="http://www.iltempo.it"&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;, 21/11/2002&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... della regione Lombardia Roberto Formigoni e il ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri. Al centro della polemica a distanza (Formigoni è in viaggio in Cina), la decisione della regione di ricorrere alla Consulta contro il cosiddetto decreto Gasparri, varato ad agosto per semplificare l'iter di installazione delle antenne per l'umts e criticato da numerosi enti locali che si sono sentiti scavalcati in materie (edilizia ed elettromagnetismo) che la Costituzione attribuisce alle regioni.&lt;br /&gt;A Gasparri che aveva definito «miope, rozzo e ottuso» il ricorso della Regione, fatto il 12 novembre «contro le installazioni indiscriminate», Formigoni ha risposto definendo il ministro un «fascista, che difende gli affari poco chiari in cui è coinvolto». Pronta la querela di Gasparri.&lt;br /&gt;Che tra i due non ci fosse feeling era noto. Forse anche a causa di certe definizioni salaci che il ministro di An ha dato al governatore lombardo. «Lui il delfino di berlusconi? Figuriamoci», aveva ironizzato Gasparri sulle effettive chances di scalata a Palazzo Chigi del collega di Forza Italia.&lt;br /&gt;In difesa del ministro si è schierato Alessio Butti (An) ricordando che Gasparri «non solo non è mai stato accusato in alcuna sede di essere poco trasparente ma non è stato mai nemmeno attaccato su questo tema neanche dai più accaniti avversari della sinistra che pure non gli risparmiano critiche». E mentre per Egidio Pedrini (Udeur) «nel centro-destra c'è davvero un bel clima», Sauro Turroni dei Verdi, vicepresidente della Commissione Ambiente del Senato, ha detto che «Gasparri paga pegno alle società di tlc che gli dettano i decreti» e ha approvato pienamente l'atteggiamento assunto dalle Regioni.&lt;br /&gt;Il decreto 198 dell'agosto 2002, voluto dal ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri per superare i ritardi nella realizzazione delle reti che dovranno ospitare le comunicazioni del futuro (umts, digitale terrestre e banda larga), è già stato respinto da almeno sei regioni come la Toscana o le Marche, ma anche da comuni come Vercelli, che hanno presentato istanza alla Corte Costituzionale.&lt;br /&gt;Gasparri ha sempre sostenuto che sull'elettromagnetismo «c'è una vera e propria fobia», spiegando che senza decreto il rischio a livello locale era quello «di una paralisi degli investimenti nelle tlc», mentre «l'Italia ha limiti di tutela maggiori di quelli europei: la legge prevede emissioni elettromagnetiche massime di 6 volt/metro, mentre in Europa sono superiori, anche a 40 volt/metro».&lt;br /&gt;Per le regioni, invece, il decreto Gasparri è «in realtà una vera e propria deregulation, inaccettabile e illegittima, anche alla luce della riforma costituzionale in senso federalista che il governo sembra ignorare», con il rischio di avere un risultato contrario a quello auspicato. Il decreto violerebbe la competenza in materia di urbanistica e ambiente attribuita alle Regioni dalla Costituzione.&lt;br /&gt;Il decreto legislativo semplifica le installazioni di reti e antenne di tlc sul territorio nazionale, e indica tetti uniformi per le esposizioni all'elettrosmog, e la formula di silenzio-assenso per le autorizzazioni alle installazioni.&lt;br /&gt;Fra gli obiettivi del provvedimento, la «razionalizzazione delle procedure autorizzative» e la «certezza dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi». Per le installazioni di impianti Umts, «con potenza in singola antenna uguale o inferiore ai 20 watts», se rispettati i limiti di esposizione, il decreto prevede che sia «sufficiente la denuncia di inizio attività». Se le amministrazioni locali esprimono dissenso è convocata entro 30 giorni una conferenza di servizi che si esprime a maggioranza, sostituendo «a tutti gli effetti gli atti di competenza delle singole amministrazioni».&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-85719797?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/85719797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=85719797' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85719797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85719797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/duro-scontro-con-annuncio-di-querela.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-85706631</id><published>2002-11-23T01:11:00.000+01:00</published><updated>2002-11-23T01:11:11.430+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'> Elettrosmog e Regioni «Rivolta prevedibile»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;    ROMA - In nome del «principio di precauzione» la legge quadro sull’inquinamento elettromagnetico, approvata sul finire della scorsa legislatura, doveva imporre limiti più severi per le antenne e gli elettrodotti. Invece sta scatenando liti e polemiche. Lo scontro fra il ministro delle Comunicazioni Gasparri e il presidente della Regione Lombardia Formigoni è appena un anticipo, prevedono gli esperti del settore. «La legge è rimasta priva dei decreti attuativi - lamenta l’onorevole Valerio Calzolaio, ds, padre della normativa -. Se prenderanno forma come preannunciato dal ministro dell’Ambiente Matteoli, allora potremo dire che è stata affossata». I valori proposti da Matteoli sono di 10 microtesla per gli elettrodotti e di 6 volt per metro per le antenne. Coerentemente con le indicazioni della ricerca scientifica internazionale, ricorda Calzolaio, dovrebbero essere, inferiori a 1 microtesla e a 3 volt per metro, rispettivamente. «Come se non bastasse - osserva Calzolaio -, l’unico decreto che ora tira fuori Gasparri, sottrae agli enti locali il diritto di stabilire se la localizzazione di un’antenna è legittima».&lt;br /&gt;    L’ingegnere Giuseppe Mangialavori, responsabile dei controlli su inquinamento elettromagnetico e acustico dell’Apat (Agenzia per la protezione dell’ambiente e del territorio), chiarisce i termini del conflitto tra Stato e Regioni. «I gestori della telefonia si accingono a impiantare 40.000 nuovi ripetitori che affiancheranno i 15- 20.000 già esistenti. Il decreto Gasparri stabilisce che, essendo impianti di pubblica utilità, potranno essere installati in deroga alle leggi sull’urbanizzazione la cui competenza è degli enti locali. Il malumore delle Regioni era prevedibile».&lt;br /&gt;    Fra i due litiganti, intanto, spunta un paciere: La Russa ha invitato Gasparri e Formigoni a cena «per appianare le divergenze».&lt;br /&gt;Franco Foresta Martin&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fonte: Corriere della Sera, Politica&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-85706631?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/85706631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=85706631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85706631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85706631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/elettrosmog-e-regioni-rivolta.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-85691049</id><published>2002-11-19T10:42:00.000+01:00</published><updated>2002-11-19T10:42:34.776+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;PEDOFILIA SU INTERNET: GIRO D'AFFARI DA 11 MILIARDI DI EURO ANNUI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;(Ansa)&lt;br /&gt;ROMA - Un singolo sito internet sulla pedofilia puo' guadagnare fino a 90 mila euro al giorno (circa 180 milioni di vecchie lire) attraverso la vendita di foto e video contenenti scene di sesso tra adulti e bambini. Un giro d'affari che in Italia ha un fatturato annuo di oltre 11 miliardi di euro (circa 21 mila miliardi di vecchie lire). Lo afferma l'associazione Save the Children che lancia un allarme sulla pedo-pornografia in rete e presenta domani il progetto ''Stop-it'' contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale di minori su internet. Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, consiste nella realizzazione di un sito sul quale si potra' segnalare materiale pedo-pornografico individuato in rete. Secondo i dati dell'associazione sono 70mila i siti che contengono materiale simile, per un totale di 12 milioni di immagini. Save the children avverte che la situazione nel nostro Paese non e' da sottovalutare. Alla fine di settembre 2001 sono stati denunciati: 1.895 newsgroup italiani; 601 veri e propri siti internet italiani e 3.627 siti che contengono riferimenti al territorio nazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-85691049?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/85691049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=85691049' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85691049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/85691049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/pedofilia-su-internet-giro-daffari-da.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-84188285</id><published>2002-11-07T21:42:00.000+01:00</published><updated>2002-11-07T21:42:10.956+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Costa caro cadere nella Rete...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://www.diario.it/cnt/articoli/inviati/articolo318.html"&gt;http://www.diario.it/cnt/articoli/inviati/articolo318.html&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avviso ai naviganti: guai a chi, visitando un sito porno, non si accorge che a tradimento è scattato un collegamento telefonico. La bolletta rischia allora di diventare davvero molto hard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Lorenzo Campani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MILANO. Che cosa sta accadendo al web italiano? È la domanda che si devono essere posti molti utenti in questi ultimi mesi, da quando la Rete è stata invasa. Niente extraterrestri. Niente Orson Wells. Solo sesso, loghi e suonerie.&lt;br /&gt;Difficile non notarlo. Difficile, anche per il navigatore più distratto, non sbattere nei banner pubblicitari in heavy rotation su tutti i portali e nelle e-mail di spam che a badilate intasano le caselle di posta elettronica.&lt;br /&gt;Il 2001 è stato un annus horribilis per la pubblicità on line, con tutti i maggiori protagonisti della Rete nostrana con l’acqua alla gola, alle prese con ristrutturazioni e licenziamenti che nel mondo della new economy sembravano fantascienza solo dodici mesi fa. Si sa, in tempi di quasi recessione i primi a essere tagliati dalle aziende sono gli investimenti pubblicitari. Così i bilanci delle dot.com, già provati, scendono giù negli abissi. Se poi ci si mette in mezzo anche l’11 settembre, si comincia a grattare il fondo del barile. E da quel gratta-gratta esce fuori una strana parola: dialer.&lt;br /&gt;Paolo G, elettricista in una grande azienda, sposato e con due figli adolescenti, di quelle sei lettere messe in fila fino a un paio di mesi fa non conosceva nemmeno l’esistenza e avrebbe continuato volentieri a ignorarle. Il destino ha voluto che il dialer entrasse nella sua vita attraverso una busta bianca e rossa targata Telecom: telefonate per un totale di 1 milione e 300 mila di vecchie lire. Bolletta milionaria e due figli adolescenti. Due più due fa quasi sempre quattro. Breve indagine: il figlio maggiore ricorda che vagando tra una chat e una ricerca per la scuola, si era imbattuto un giorno in un sito con ragazze in abiti particolarmente succinti e aveva cliccato per entrare. È a questo punto del racconto che si inserisce la parola magica.&lt;br /&gt;Dialer: minuscolo (e a volte subdolo) programma che con un paio di clic stacca la connessione normale e ricollega a un numero a pagamento, tanto per intendersi 166 e simili.&lt;br /&gt;Il ragazzo, dopo la parentesi erotica, continua la sua navigazione normale senza rendersi conto che la connessione è ancora quella a tariffazione speciale, uno scherzetto da 3 mila lire al minuto. E via così nei giorni successivi, pensando bene di scaricarsi allo stesso modo qualche suoneria molto glamour per il nuovo cellulare. Il conto finale già lo conosciamo.&lt;br /&gt;Dopo un paio di anni di onorata carriera (onerosa per i consumatori) nel settore del porno, unico business della Rete che porti soldi veri e non debiti, per il dialer ad autunno 2001 arriva il momento dell’altra passione italiana: il cellulare. Loghi e suonerie sbarcano anche sulle prime pagine dei portali.&lt;br /&gt;Oltre all’invasione pubblicitaria, il termometro della situazione viene dai motori di ricerca.&lt;br /&gt;Piccolo esperimento: interrogazione di Google, il più usato e affidabile. Parole chiave: sesso, porno, tette e tutti gli abbinamenti che il più fantasioso kamasutra verbale possa contenere. Conclusione: quasi il 40 per cento dei risultati ottenuti porta a siti dialer. In termini numerici, migliaia e migliaia di indirizzi internet. Idem per i telefonini.&lt;br /&gt;Le cifre in ballo sono notevoli e in forte crescita, la torta da spartirsi molto ghiotta e gli sforzi minimi, perché attivare un 166 non è certo un’impresa titanica. Basta recarsi presso un centro servizi che mette a disposizione le sue infrastrutture e chiede a un operatore di telefonia (per esempio Telecom) di attivare sulla propria rete il numero. Un po’ di pubblicità al sito, e-mail di spam e inserimento sui principali motori di ricerca. Il gioco è fatto, non rimane che sedersi e aspettare.&lt;br /&gt;Se non ci si accontenta e si vuole evitare quel satanasso del fisco italiano, si intestano sito e 166 a una società di comodo in qualche paradiso fiscale.&lt;br /&gt;L’affare dialer corre sul filo sottile che separa il lecito dal truffaldino, con ciclopiche scritte «gratuito» sparate a mille e lillipuziane avvertenze sui costi del «servizio», a piè pagina o negli anfratti più remoti. La parola trasparenza da queste parti suona un po’ come una bestemmia, con un particolare decisamente inquietante.&lt;br /&gt;Una legge del 1995 vieta in modo assoluto per i 166 i contenuti erotici e pornografici. Quindi le migliaia di siti porno e di relativi dialer che in questi anni hanno fruttato agli operatori tanti bei miliardi, sono da considerare sostanzialmente illeciti. C’è da scommettere che nemmeno un centesimo del malloppo tornerà nelle tasche degli utenti. Del resto il gioco preferito nel settore è lo scaricabarile.&lt;br /&gt;Al momento dell’attivazione del 166 si deve firmare una «dichiarazione sostitutiva di atto notorio» in cui si descrive il tipo di servizio fornito. Il foglio finisce direttamente al ministero delle Comunicazioni per gli eventuali – sottolineiamo eventuali – controlli.&lt;br /&gt;In caso di contestazione l’unico responsabile è chi ha firmato la dichiarazione. Niente è dovuto dagli altri soggetti come centri servizi e compagnie telefoniche, che pur intascano una percentuale su ogni euro che il numero genera. Beppe Grillo, simpaticamente, li ha definiti vigliacchi: «Noi non sappiamo niente, noi affittiamo le linee a delle altre società a responsabilità molto limitata e poi quello che fanno non ci riguarda. È come se le Fs dicessero: be’ c’è un treno fermo due giorni, lo affittiamo a delle bagasce, fanno due o tre marchette ma a noi non ci riguarda, ci danno il 10 per cento».&lt;br /&gt;Tutto questo comunque è il passato. Per il futuro, anzi per il presente, la soluzione è già arrivata. E viene dalle parti dell’autorità delle comunicazioni. Nel 2000, con una delibera, l’organo presieduto da Enzo Cheli introduce in Italia nuovi numeri a tariffazione speciale accanto ai vecchi 166 e agli ormai trascurati e inutili 144. Gli 899 e i 709 sono diventati attivi solo alla fine del 2001, ma hanno riscosso subito un gran successo fra gli operatori. Rispetto ai cugini più anziani portano in dote notevoli vantaggi, ovviamente non per i consumatori. La novità più importante è il via libera al porno, vero business trainante. I servizi forniti dai nuovi numeri non sono più regolati da una legge ma dai codici di autocondotta dei singoli operatori. Per puro caso tutti hanno cancellato la parte riguardante il divieto per i contenuti erotici. Anche il più importante: Telecom Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROFONDO MISTERO. Ma non è tutto. Il limite massimo per singola chiamata passa dai venti minuti dei 166 ai sessanta degli 899, oltre al calare del più profondo mistero sui costi al minuto. Definirli poco trasparenti risulta riduttivo. Il prezzo varia a seconda della numerazione e dei singoli accordi fra gli operatori di telefonia. Si apre così una giungla tariffaria inestricabile per il consumatore, fino al paradosso che il solo scatto alla risposta possa costare anche la modica cifra di cinque euro. Il risultato è scontato: passaggio massiccio alle nuove numerazioni, con previsione di un rapido pensionamento per i 166.&lt;br /&gt;A questo punto una domanda è d’obbligo: dove finiscono i quattrini del nuovo business della new economy?&lt;br /&gt;Per rispondere, è necessario il secondo, piccolo esperimento: giro turistico fra centinaia di siti che offrono porno, loghi e suonerie. Il risultato è la figura retorica per eccellenza della Rete: la ragnatela.&lt;br /&gt;Ai margini di questa tela finissima ci sono piccoli webmaster, delusi dalle mirabolanti prospettive che qualche guru dell’e-commerce gli aveva propinato e desiderosi di rientrare almeno delle spese. Sottoscrivono programmi di affiliazione e infilano sul proprio sito dialer di qualcun altro in cambio di una percentuale sul traffico telefonico generato. Se non ci fossimo incamminati sul sentiero della metafora aracnide potremmo definirli i classici pesci piccoli. Furbi, ma piccoli.&lt;br /&gt;È avvicinandosi al centro della ragnatela che si fanno gli incontri più interessanti. Road Town è la piccola capitale dell’altrettanto minuscola isola di Tortola nelle isole Vergini britanniche (Bvi per i facoltosi habitué). A dispetto dei suoi 6.500 abitanti può contare su circa 350 mila società registrate. Il segreto di questo mirabolante attivismo è presto detto: le isole caraibiche sono uno dei più blindati paradisi fiscali.&lt;br /&gt;Road Town è anche sede della Inigo Investment, società a cui risultano formalmente intestati centinaia e centinaia di siti-dialer dai nomi sottilmente allusivi come ninfomaniarrapate.com o pornosubito.com.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNA MULTINAZIONALE? Oltre al proprio network, Inigo promuove uno dei programmi di affiliazione più gettonati. Su alcuni suoi siti che potremmo definire «depositi» si trovano centinaia di dialer diversi a disposizione di quei pesci piccoli di cui abbiamo parlato. Ma i Caraibi sono solo l’ultima tappa di questa società, che risulta avere sedi anche a Dublino e Londra. Una multinazionale? Nemmeno per sogno. Solo scatole vuote. Stranamente le sedi coincidono con indirizzi e recapiti di società internazionali che offrono servizi off-shore: nelle Isole Vergini il colosso panamense Mossack Fonseca, in Gran Bretagna e Irlanda l’Intertrust Group. Un’altra stranezza ci porta al capolinea di questo viaggio ai quattro angoli del mondo: in tutte le registrazioni, che la sede sia al caldo sole delle Bvi o nella triste nebbia londinese, il recapito telefonico è sempre lo stesso, e porta dritto dritto nel Canton Ticino, al civico 12 di via Serafino Balestra a Lugano. La targa sul portone indica «studio fiduciario Ferrecchi».&lt;br /&gt;Qui, ai più, scatta il manzoniano «chi era costui?». Ma ai ben informati di cronache giudiziarie milanesi il nome non suona certo nuovo. Giorgio Ferrecchi, già consigliere di amministrazione di Finivest Service sa, era il procuratore dei conti correnti svizzeri di All Iberian.&lt;br /&gt;All’ex fiduciario del nostro presidente del Consiglio i Caraibi devono proprio piacere. Curaçao è la più grande delle tre isole che compongono le Antille olandesi. Nel settembre del 1998 vengono costituite due società gemelle: Ferdia e Rashmi. A loro nome sono registrate altre centinaia di indirizzi internet con oggetto, manco a dirlo, i famigerati dialer. Anche qui la fantasia non manca: amicheporche.com, sesso-grasso.com e via discorrendo.&lt;br /&gt;Per arrivare fino a via Balestra la strada è più tortuosa e passa attraverso piccoli indizi, link incrociati e «società cuscinetto». Stesso capolinea per la World Wide Webmarketing Ltd di Anguilla o per i siti registrati a nome Fukyana Sherif questa volta in terra africana, al Cairo. Ferdia, Rashmi e Inigo sono, tra le altre cose, i più attivi inserzionisti di banner sui portali italiani da Virgilio a Iol, da Lycos a Jumpy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SUL MAPPAMONDO. Lugano sembra tappa obbligata per certi tipi di affari. A due passi dallo Studio Ferrecchi, nel pieno centro della city luganese, troviamo la sede della Ilex Trust, altro terminale insieme alla collegata Lago Fiduciaria di moltissimi siti-dialer italiani. Niente uso di paradisi caraibici questa volta, ma la più misteriosa Alofi capitale di Niue, neocentro off-shore. A cercare sul mappamondo questa isoletta persa nell’immensità dell’oceano Pacifico c’è da perdere la vista. Qui ha sede la Lr Company Services, scatoletta vuota e unico filo che collega un network di siti registrati a soggetti improponibili (e falsi) come la Solemio Srl – via della mamma 13 (Napoli), referente Gennaro Esposito. Alla faccia del luogo comune...&lt;br /&gt;Tutto questo vagare per i mari di mezzo mondo non ci deve far dimenticare però che italiano è il mercato e italiani sono i protagonisti della vicenda.&lt;br /&gt;L’associazione Libere comunicazioni nasce a Roma nel 1999. Lo scopo dichiarato è nientemeno quello «di restituire la libertà al settore del servizi a valore aggiunto, gravato da troppi lacci e lacciuoli» e «vessato da una legge-truffa promulgata nel 1995». In pratica le rivendicazioni sono quelle che troveranno una risposta nel 2000 con la delibera dell’Autorithy. Promotore dell’iniziativa e poi presidente del sodalizio è il cinquantenne avvocato romano Amedeo di Segni. L’associazione sembra godere subito di buoni appoggi e contatti con il mondo politico. Sul sito di riferimento (www.legal.it/alc) si propaganda la fulminea adesione dell’onorevole Marco Taradash.&lt;br /&gt;Anche a livello ministeriale l’associazione gioca bene le sue carte. Attiva da neanche sei mesi, ottiene nell’ottobre del 1999 un incontro con il sottosegretario alle Telecomunicazioni Lauria. Gli incontri al ministero continueranno per tutto il 2000.&lt;br /&gt;Nelle elezioni politiche del 2001 l’Alc si spende a sostegno della campagna elettorale di Gianni De Michelis che in cambio promette «tutto il suo appoggio». «Non ci proponiamo come associazione di categoria, ma ci presentiamo alle istituzioni quale contenitore rappresentativo dei centri servizi, di chi al loro interno vi lavora, dei consumatori (orpo!), dei comitati utenti audiotel (?) e di talune rappresentanze sindacali. Nessun interesse privato, quindi, nessuna mafietta da difendere».&lt;br /&gt;In verità qualche piccolo interesse privato da difendere ci sarebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SITI DEPOSITO. Terzo esperimento.&lt;br /&gt;Digitando l’indirizzo www.david-dvd.com/dialer/ si apre una paginetta bianca con una lista di circa 150 dialer, quasi tutti dai contenuti erotici. Siamo alle prese con uno dei famosi «siti deposito». E a nome di chi è registrato? David Edizioni Srl, per informazioni il contatto è l’avvocato Amedeo Di Segni. Tombola.&lt;br /&gt;Attorno al «sito deposito», una serie di società sparse in mezzo mondo, ma dall’inconfondibile marchio di fabbrica tutto italiano. Dalla Telekosmos di Nassau alla Liddle Ltd di Dublino, dalla Worldort nelle Bahamas alla romana Imago, passando per le imparentate Kreazioni srl e Tsv International. Quest’ultima nel 1999 è stata protagonista di una strana truffa ai danni di Telecom Italia. Con la complicità di alcuni dipendenti dell’ex azienda di Stato aveva generato falso traffico telefonico sui propri 166 per vagonate di milioni.&lt;br /&gt;Ma anche in questo caso non poteva mancare l’approdo ticinese. La Shan Services Llc è una società con sede a Cheyenne capitale del Wyoming. Lo Stato del Nordovest degli Stati Uniti è noto per il parco di Yellowstone e per i suoi ranch. Paradiso naturale ma anche fiscale. Per formare una società bastano poche ore e se non si svolge attività sul suolo statunitense, zero tasse. Buona notizia per chi fa affari con gli 166 in Italia.&lt;br /&gt;Quella di Cheyenne è solo l’ennesima scatola vuota. Una filiale operativa si trova a Lugano in via Zurigo 5. Amministratore unico Codoni Fabrizio, e il «chi era costui» questa volta ci porta dalle parti della fiduciaria Abilfida (stesso indirizzo) di cui Codoni è vicepresidente. Un gradino più su negli organismi societari siede il dottor Laurito Frigerio indagato per riciclaggio nel dicembre del 2001 dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sulla discarica di Cerro. I soldi riciclati sarebbero quelli di Paolo Berlusconi e dei suoi soci.&lt;br /&gt;Come si vede, se si mettono insieme Svizzera, fiduciarie e inchieste, il cognome più famoso d’Italia salta fuori come il prezzemolo.&lt;br /&gt;La Shan Services è intestataria di molti siti su uno di questi (www.erosline.ch) viene proposta una strana raccolta punti. Niente a che vedere con pentole o tazzine: ogni minuto che un utente passa collegato ai numeri a valore aggiunto corrisponde ad un punto premio. Con 210 mila punti si può portare a casa una Jaguar nuova fiammante. Conti alla mano, conviene passare direttamente dal concessionario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROPOSTA STRAVAGANTE. Se si hanno dei dubbi sulla realtà di questa stravagante proposta basta scrivere una e-mail all’indirizzo di posta elettronica fornito come supporto nel caso si desideri qualche chiarimento: cambio@legal.it. Tana per l’avvocato Di Segni. Stessi affari, stessi meccanismi, stessi canali finanziari. La sensazione è che a tessere la ragnatela siano, alla fine, pochissimi ragni. Un altro dato potrebbe confortare quest’ipotesi: stessi numeri?&lt;br /&gt;La risposta è una serie impressionante di coincidenze. Da siti intestati a soggetti che apparentemente non hanno nulla in comune, sulla carta lontani migliaia di chilometri, vengono composti gli stessi numeri o numeri vicinissimi. Caso esemplare: alcuni dialer Inigo si collegano all’166.131.960 mentre quelli dell’attivissima B2M2 all’166.131.962, stessa simmetria per i numeri 899.003.439 e 899.003.438. Che dire poi del nuovissimo 709.555.0000 numero di riferimento per Inigo ma anche per Infoline srl, Rocketmedia e molti altri ancora?&lt;br /&gt;Ultima coincidenza. Destino vuole che il 90 per cento dei 166 attivati dalle società di cui ci siamo occupati (compresi quelli erotici) faccia parte dei pacchetti assegnati dalle autorità alla Plug it, emergente società di telecomunicazioni di Arezzo, fra i primi cinque operatori nazionali di telefonia fissa e seconda dopo Telecom Italia nei servizi a valore aggiunto.&lt;br /&gt;Sembra che il gruppo toscano non presti molta attenzione ai contenuti dei numeri che i suoi clienti attivano, del resto la percentuale sugli incassi ottenuti da questi 166 deve aver contributo all’ottimo bilancio della società nel 2001, anno da dimenticare per tutti gli altri operatori: 143 milioni di euro di fatturato rispetto ai 20 dell’anno precedente. Niente male.&lt;br /&gt;Qui la giostra si ferma, ritornando alla domanda da dove tutto è partito: cosa sta accadendo al web italiano?&lt;br /&gt;Semplicemente qualcuno ha inventato il business perfetto, con pochi rischi e molti profitti, dove tutti hanno qualcosa da guadagnare: le compagnie telefoniche con gli scatti, i portali con la pubblicità.&lt;br /&gt;Tutti tranne uno, Paolo G, che senza saperlo un giorno è finito nella Rete dei furbi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;©diario della settimana&lt;br /&gt;Via Melzo, 9 - 20129 Milano - Tel. 02 27711800 - Fax 02 2046261&lt;br /&gt;Internet: http://www.diario.it - Email: redazione@diario.it&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-84188285?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/84188285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=84188285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/84188285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/84188285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/costa-caro-cadere-nella-rete.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-84172414</id><published>2002-11-07T15:29:00.000+01:00</published><updated>2002-11-07T15:29:25.573+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L'ESPRESSO: CHIUDE KATAWEB NEWS, DECISIONE GRAVE PER FNSI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ASCA) ''Il Gruppo l'ESPRESSO ha deciso di cessare l'attività della Società Kataweb News S.r.l. e di risolvere il rapporto di lavoro con i sei giornalisti dipendenti. Una decisione grave - commenta la Fnsi in un comunicato - che conclude un progetto aziendale iniziato nel giugno scorso con il trasferimento di tutte le altre attività di Kataweb News nella neo costituita società Kataweb Spa. In quell'occasione il Gruppo l'ESPRESSO aveva ripetutamente assicurato i Sindacati dei giornalisti che i sei colleghi, isolati nella svuotata società, avrebbero avuto tutelato il loro posto di lavoro. La Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione della Stampa romana - conclude il comunicato - protestano per la decisione del Gruppo l'Espresso, chiedono un immediato incontro in sede FIEG ed annunciano che si attiveranno in ogni sede affinchè l'azienda rispetti gli impegni assuntì'. Kataweb ha successivamente precisato che Kataweb News non parteciperà più a Cnn Italia.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-84172414?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/84172414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=84172414' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/84172414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/84172414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/lespresso-chiude-kataweb-news.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-84171935</id><published>2002-11-07T15:17:00.000+01:00</published><updated>2002-11-07T15:26:58.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Pedofilia: arrestato gestore mega-store telematico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 7 NOV - Il gestore di un 'mega-store telematico' con in vendita materiale pedo-pornografico e' stato arrestato dalla polizia di Catania. L'uomo, R.G. di 27 anni gestiva - attraverso 15 siti web la maggior parte dei quali su server esteri - il commercio di immagini pedo-pornografiche con minori in giovanissima eta'. Dei &lt;a href="http://digilander.libero.it/mangasesso/"&gt;siti italiani&lt;/a&gt; la Polizia ha disposto il sequestro.&lt;br /&gt;2002-11-07 - 11:53:00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PEDOFILIA: SCOPERTO MEGASTORE ON LINE, UN ARRESTO&lt;br /&gt;BLITZ SU INTERNET DELLA POLIZIA POSTALE DI CATANIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Catania, 7 nov. (Adnkronos) - Blitz anti-pedofilo on line della polizia postale di Catania, che ha scoperto un vero e proprio megastore telematico di materiale porno e arrestato un giovane di Salerno che gestiva ben 15 siti web, la maggior dei quali ubicati in server esteri. L'uomo, R. G., 27 anni, aveva migliaia di clienti che da tutto il mondo tramite connessione a pagamento o carta di credito acquistavano da lui merce via internet.&lt;br /&gt;(Rre/Gs/Adnkronos)&lt;br /&gt;07-NOV-02 09:18&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-84171935?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/84171935/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=84171935' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/84171935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/84171935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/pedofilia-arrestato-gestore-mega-store.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-83931597</id><published>2002-11-02T22:30:00.000+01:00</published><updated>2002-11-07T15:30:33.000+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Large world found beyond Pluto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/2306945.stm"&gt;http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/2306945.stm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Monday, 7 October, 2002, 15:33 GMT 16:33 UK&lt;br /&gt;By &lt;i&gt;Dr David Whitehouse&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;BBC News Online science editor&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A new planet-like object has been found circling the Sun more than one and a half billion kilometres beyond Pluto.&lt;br /&gt;We may discover Kuiper Belt objects bigger than Pluto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frank Summers&lt;br /&gt;Quaoar, as it has been dubbed, is about 1,280 kilometres across (800 miles) and is the biggest find in the Solar System since Pluto itself 72 years ago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The object is about one-tenth the diameter of Earth and circles the Sun every 288 years. It is half Pluto's size, but apparently larger than the ninth planet's moon, Charon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"It's about the size of all the asteroids put together," Michael Brown of the California Institute of Technology in Pasadena, US, told BBC News Online. "So this thing is really quite big."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Name vote&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brown and colleague Chadwick Trujillo discovered the new world on 4 June. They used a telescope at the Palomar Observatory in California and followed-up their discovery with the Hubble Space Telescope. Quaoar, California Institute of Technology in Pasadena&lt;br /&gt;Quaoar lies in the so-called Kuiper Belt&lt;br /&gt;Astronomers named the new object Quaoar, after the creation myth of the Tongva people who inhabited the Los Angeles area before the arrival of the Spanish and other European settlers. To the indigenous peoples, Quaoar was the great force of nature that summoned all other things into being. However, Quaoar is not an official name - at least not yet. In a few months, the International Astronomical Union, astronomy's governing body, will vote on it.&lt;br /&gt;For the moment, the object carries the designation 2002 LM60. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disc of debris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Images of Quaoar had been captured as long ago as 1982, but it was not recognised as a new world. These past observations are being used to pin down its orbit.&lt;br /&gt;"It could easily have been detected 20 years ago, but it wasn't," said Brown.&lt;br /&gt;A good idea of the size of the new world can be gained from the fact that if all the 50,000 numbered asteroids were combined, the resulting body would still be smaller than Quaoar. Quaoar lies in the so-called Kuiper Belt, a swarm of objects made of ice and rock that orbit the Sun beyond Neptune. They are considered remnants of the swirling disc of debris that coalesced to form the Solar System about five billion years ago.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"This new discovery fits right in with our expectation that there should be a handful of objects as large as Pluto," said astronomer David Jewitt, of the University of Hawaii.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;More out there&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jewitt, with then-colleague Jane Luu, discovered the first Kuiper Belt object just a decade ago. Researchers say that as larger Kuiper Belt objects turn up, the case for regarding Pluto as a fully fledged planet weakens.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pluto lies within the Kuiper Belt and is considered by many to be merely among the largest of the bunch, and not a planet in its own right.&lt;br /&gt;"It's pretty clear, if we discovered Pluto today, knowing what we know about other objects in the Kuiper Belt, we wouldn't even consider it a planet," said Brown.&lt;br /&gt;Frank Summers, an astrophysicist at the Space Telescope Science Institute in Baltimore, added: "An observation like this just confirms that; that we may discover Kuiper Belt objects bigger than Pluto."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;However, there are a great many astronomers who would oppose any notion that Pluto be demoted. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-83931597?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/83931597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=83931597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/83931597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/83931597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/11/large-world-found-beyond-pluto.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-81449660</id><published>2002-09-11T12:47:00.000+02:00</published><updated>2002-09-11T12:47:00.420+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;L'arbitro Moreno sospeso a tempo indeterminato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La federazione ecuadoriana lo ha sollevato da ogni incarico dopo lo "scandaloso" arbitraggio di Liga-Barcelona&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Repubblica (11 settembre 2002)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con 12 minuti di recupero ha fatto vincere la squadra di casa&lt;br /&gt;Per la commissione ha anche falsificato il referto della gara&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GUAYAQUIL - L'incubo degli italiani tifosi di calcio ne ha combinata un'altra, ma questa volta non gli è andata bene. L'arbitro ecuadoriano Byron Moreno, diventato "famoso" grazie alla sua prestazione in Corea del Sud-Italia agli scorsi mondiali, è stato sospeso a tempo indeterminato.&lt;br /&gt;La decisione, che farà sorridere più di un amante della nazionale azzurra, l'ha presa la commissione della federazione degli arbitri dell'Ecuador al termine di una partita di campionato in cui Moreno ne ha combinate di tutti i colori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è necessaria una premessa. l'arbitro ha da tempo annunciato di volersi candidare alle prossime elezioni per il comune di Quito con lo slogan "Cartellino rosso contro la corruzione". E domenica scorsa si è ritrovato a dirigere proprio la gara della Liga Deportiva Universitaria (la squadra di Quito) contro il Barcelona di Guayaquil. Al novantesimo gli ospiti conducevano 3 a 2. Ma Moreno ha assegnato sei minuti di recupero, ingiustificati, che ha poi prolungato a 12, facendo vincere la Liga per 4 a 3. Come? Con un rigore dubbio che ha permesso alla squadra di casa di pareggiare e grazie ad una serie di altre discutibili decisioni, tra cui un'epulsione contro il Barcelona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questa volta per Moreno la situazione si è complicata. La federazione non gli ha concesso sconti e da oggi è stato sollevato da ogni incarico fino a quando non sarà fatta luce sulle accuse e le polemiche seguite alla partita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c'è di più. Secondo il Barcelona, l'arbitro avrebbe anche falsificato il referto di gara per quanto riguarda i due gol segnati nei minuti di recupero. Un'azione che se verificata potrebbe diventare la prova sufficiente a far radiare l'arbitro dalla categoria. "E' un miserabile - accusa il presidente del Barcelona, Leonardo Bohrer - ha fatto tutto intenzionalmente per raccogliere voti. Ma questa volta la pagherà. Spero che la cacciata serva d'esempio affinché gente come lui non diventi mai più arbitro nazionale e tanto meno internazionale".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sospensione arriva dopo un'estate piena di polemiche. Prima Moreno ha rilasciato delle interviste in cui esprimeva giudizi molto pesanti sugli italiani paragonandoli a Mussolini; poi una rivista giapponese ha svelato l'improvvisa ricchezza post-mondiale del signor Moreno, insinuando pesantemente sulla liceità della provenienza della sua nuova fortuna.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-81449660?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/81449660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=81449660' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/81449660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/81449660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/09/larbitro-moreno-sospeso-tempo.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-81351311</id><published>2002-09-09T13:32:00.000+02:00</published><updated>2002-09-09T13:32:17.623+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Economia, Padoa Schioppa: Italia è poco credibile&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cernobbio, 12:54&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durissimo intervento di Tommaso Padoa Schioppa al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Secondo quanto è possibile ricostruire, il membro italiano del board della Bce ha definito "ancora malata" la finanza pubblica del nostro paese ricordando l'alto debito e la necessità di ulteriori sforzi per il risanamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padoa Schioppa ha descritto come "ambigua e incomprensibile" la politica italiana, ricordando che tra gli artefici della costruzione europea ci sono De Gasperi, Martino e La Malfa. Tra i cinque punti in agenda per l'Italia, Padoa Schioppa ha ricordato che l'apparato statale "non funziona" così come dovrebbe, mentre c'è ancora carenza di mercato". Nel complesso, secondo Padoa Schioppa, l'Itala "è poco credibile" in Europa, tanto che il rating per affidabilità "è bassissimo". (KwNews/Red)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Padoa-Schioppa: superare 3% non è rottura Patto stabilita'&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francoforte, 13:16&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo il banchiere centrale Tommaso Padoa-Schioppa, superare il tetto del 3% nel rapporto deficit-pil non significa ancora infrangere il patto di stabilità. La dichiarazione è contenuta in un'intervista pubblicata oggi su Die Welt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rischio che i tre principali paesi dell'area euro - Germania, Francia e Italia - quest'anno non rispettino il criterio del 3%, per Padoa-Schioppa non rappresenta una minaccia al Patto, che "non è troppo rigido e impedisce piuttosto, anche in tempi di difficoltà economica, che alcuni paesi possano condurre una politica finanziaria a danno della Comunità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un allentamento del Patto, secondo l'economista italiano, non è sull'agenda né dei ministri finanziari né della Commissione europea. "Finora la discussione è avvenuta sui giornali e tra singoli economisti", ha spiegato Padoa-Schioppa, per il quale "le discussioni sono benvenute se rappresentano una fase del processo di consolidamento di una disciplina".(red)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-81351311?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/81351311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=81351311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/81351311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/81351311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/09/economia-padoa-schioppa-italia-poco.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-81162779</id><published>2002-09-05T01:47:00.000+02:00</published><updated>2002-09-05T02:11:10.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b class=ru&gt;VERTICE DI JOHANNESBURG&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;B&gt;Status of Treaty Event&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;(Total Actions as at 03/09/02)&lt;br /&gt;&lt;a href="johannesburg_treaty_events.pdf"&gt;Per consultare il documento fare clic qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Piano Finale per lo Sviluppo Sostenibile&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="johannesburg_plan_final.pdf"&gt;Per consultare il documento fare clic qui&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-81162779?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/81162779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=81162779' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/81162779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/81162779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/09/vertice-di-johannesburg-status-of.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-80911853</id><published>2002-08-30T12:59:00.000+02:00</published><updated>2002-08-30T12:59:50.530+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Ottomila truffati in nome di Padre Pio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tra i 9 arrestati anche un frate che partecipò a Sanremo, Alfonso Maria Parente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(29 agosto 2002)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ROMA (CNN) -- Una enorme truffa in nome di Padre Pio, che aveva fruttato un bottino di oltre 200.000 euro ai danni di più di 8.000 fedeli di tutta Italia, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Velletri. Le indagini si sono concluse con l'esecuzione tra mercoledì e giovedì, in diverse città italiane, di misure cautelari nei confronti di 9 persone ritenute responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla truffa; un'altra è ricercata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'operazione "Padre Pio" si è sviluppata in seguito a indagini partite a febbraio e coordinate dalla Procura di Velletri. Gli investigatori hanno individuato una società di Lanuvio, in provincia di Roma (con una sede secondaria a Pescara), che vendeva per corrispondenza materiale informativo sulla vita del frate di Pietrelcina, dichiarando di operare per conto della "Associazione Padre Pio con i bambini" di San Giovanni Rotondo (Foggia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In cambio dell'equivalente di 49.000 vecchie lire - secondo quanto scoperto dagli investigatori - la società prometteva ai fedeli l'invio a casa di un pacco con un libro ed una videocassetta sul santo, ma soprattutto si impegnava a devolvere il ricavato della vendita per opere di beneficenza a favore di bambini bisognosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una serie di perquisizioni nella sede della società hanno permesso di trovare numerosi documenti, fra i quali una scrittura privata fra la società e l'associazione "Padre Pio con i Bambini" nella quale questa dava l'autorizzazione alla vendita del materiale, in cambio di 10.000 lire per ogni pacco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo quanto scoperto nel corso delle indagini, però, le quote per la beneficenza non venivano versate perché l'associazione religiosa è risultata inesistente e del tutto sconosciuta all'Ordine dei frati cappuccini del convento di San Giovanni Rotondo.&lt;br /&gt;In manette padre Alfonso Maria Parente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra le persone arrestate c'è anche padre Alfonso Maria Parente, il frate cappuccino che due anni fa partecipò al Festival di Sanremo. Per il religioso, che oggi ha 40 anni, sono stati disposti gli arresti domiciliari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ruolo di padre Alfonso Parente era quello di presidente onorario della Associazione "Padre Pio con i bambini". Era proprio il frate che inviava ai fedeli, circuìti anche dal fatto che il garante fosse proprio lui, una persona al di sopra di ogni sospetto, una dichiarazione firmata nella quale dichiarava che gli utili della società sarebbero stati poi devoluti a finalità di beneficenza per i bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Padre Alfonso Parente era arrivato sulle cronache dei giornali già due anni fa quando, nel febbraio del 2000, decise di partecipare al festival di Sanremo nella sezione giovani. Un gesto non condiviso dai frati cappuccini dei gruppi di preghiera di Padre Pio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Con il contributo di ANSA)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-80911853?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/80911853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=80911853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80911853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80911853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/08/ottomila-truffati-in-nome-di-padre-pio.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-80736495</id><published>2002-08-26T19:46:00.000+02:00</published><updated>2002-08-26T19:46:52.196+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b class=ru&gt;UNIVERSITA'&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;UNIVERSITA': SI RIAPRE DIBATTITO SU MODIFICA RIFORMA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA - Si riapre il dibattito sulle ipotesi di modifica della riforma universitaria varata dall'ex ministro Zecchino. Alleanza nazionale attraverso il responsabile scuole ed Universita' Giuseppe Valditara lancia la propria proposta: una 'laurea avanzata', della durata di 4 o 5 anni, per i giovani che ambiscano a sbocchi professionali di alto livello, da affiancarsi al sistema del '3+2' (laurea triennale e laurea specialistica biennale) con una laurea di base immediatamente spendibile sul mercato. In altre parole, un sistema a 'doppio canale' a seconda degli obiettivi da raggiungere. Il responsabile Scuola e Univesita' dei Ds Mariagrazia Pagano boccia le proposte di modifica. Cancellare l'intero impianto della riforma universitaria del '3+2'', laurea triennale e laurea specialistica biennale, a suo giudizio, e' sbagliato. I Ds propongono invece di avviare un monitoraggio del sistema, 'aggiustando il tiro' della riforma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Moratti: necessita' di correttivi. Il ministro dell'Istruzione era tornata nelle scorse settimane sulla ''necessita di correttivi'' per la cosiddetta riforma del '3+2'. L'Italia, aveva spiegato, ''e' partita con i due cicli (3+2) in maniera omogenea con tutte le classi di lauree definite. Gli altri paesi europei sono partiti con la sperimentazione. Noi, quindi, abbiamo necessita' di una maggiore flessibilita' per quanto riguarda il rapporto 3+2 e di eliminare alcuni vincoli posti dal decreto che ha istituito la riforma per quanto riguarda le stesse classi di laurea, le specializzazioni e i crediti formativi''. Sul tema e' al lavoro una commissione ministeriale presieduta dal Rettore del Politecnico di Milano Adriano De Maio. L'orientamento sembrerebbe dunque essere verso una maggiore flessibilita' del percorso universitario del 3+2 (con percorsi eventualmente differenti, come quello di una laurea quadriennale e di una specializzazione di un anno, secondo uno schema '4+1'), e verso un accesso appunto piu' flessibile anche al titolo della laurea specialistica (da non legarsi a singoli indirizzi di laurea, previa pero' una verifica delle competenze per il candidato). Il dibattito, cosi' come le proposte di modifica del 3+2, resta comunque aperto.&lt;br /&gt;26/08/2002 16:25&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-80736495?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/80736495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=80736495' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80736495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80736495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/08/universita-universita-si-riapre.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-80728072</id><published>2002-08-26T16:02:00.000+02:00</published><updated>2002-08-26T16:05:23.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Carte d'Identita' digitali (con impronta)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; (ANSA) - PORTO ROTONDO (SASSARI), 25 AGO - Sono in arrivo '2 milioni di carte di identita' elettroniche che diventeranno carte di servizi:lo conferma il ministro Giuseppe Pisanu. Il ministro dell'Interno, parlando con i giornalisti a Porto Rotondo, ha detto che queste 'card' conterranno' anche le impronte digitali, come peraltro accadeva per le vecchie carte di identita' che in basso avevano uno spazio apposito. Pisanu ha inoltre riferito che si sta lavorando alla figura del poliziotto di quartiere,strettamente legato all'ambiente.&lt;br /&gt;2002-08-25 - 15:13:00&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-80728072?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/80728072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=80728072' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80728072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80728072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/08/carte-didentita-digitali-con-impronta.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-80611741</id><published>2002-08-23T15:13:00.000+02:00</published><updated>2002-08-23T15:13:52.356+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b class=ru&gt;PENNE RUBATE ALL'AGRICOLTURA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;HACKER: DIFENDI COSÌ IL TUO PC&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;           di Luca Panerai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           La loro filosofia si chiama Open World e il loro obiettivo è distruggere i&lt;br /&gt;           muri di protezione delle principali reti informatiche di tutto il mondo, per&lt;br /&gt;           dimostrare che qualsiasi sistema di difesa, anche il più sofisticato, ha&lt;br /&gt;           almeno un punto debole. Gli hacker vogliono una rete libera, senza&lt;br /&gt;           padroni, accessibile a tutti, sono dei tecnoanarchici in grado di compiere&lt;br /&gt;           veri e propri attentati. Ne sa qualcosa il Pentagono, quando meno di un&lt;br /&gt;           anno fa un ragazzo poco più che maggiorenne riuscì a bucare la rete e a&lt;br /&gt;           introdursi nella banca dati della Cia.&lt;br /&gt;           Quel ragazzo fu arrestato, ma come lui ce ne sono a migliaia, tutti&lt;br /&gt;           collegati alla setta Open World. Comunicano su speciali chat line private&lt;br /&gt;           e usano messaggi in codice. Condividono ogni software, ogni scoperta,&lt;br /&gt;           che possa contribuire a rendere più forte la setta degli hacker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           GURU CONVERTITI&lt;br /&gt;           Alcuni guru di Open World si sono convertiti e hanno fatto i soldi, come&lt;br /&gt;           Linus Torvall, l'ideatore del sistema operativo Lynux (distribuito a prezzi&lt;br /&gt;           stracciati per fare concorrenza a Windows Xp); o come i ragazzi di&lt;br /&gt;           Napster, che, dopo avere messo in crisi le corti di giustizia americane&lt;br /&gt;           con la musica gratis via Internet, hanno raggiunto un accordo con una&lt;br /&gt;           casa discografica, la Bertlesmann, per diffondere musica in rete a prezzi&lt;br /&gt;           concorrenziali.&lt;br /&gt;           Ma, oltre agli hacker buoni, c'è un popolo di giovani e agguerriti&lt;br /&gt;           tecnoterroristi, pronti a tutto pur di danneggiare le reti con virus sempre&lt;br /&gt;           più sofisticati e difficili da distruggere. Recentemente, la rete centrale&lt;br /&gt;           della Microsoft è stata bloccata da un maxivirus: era la risposta di Open&lt;br /&gt;           World alla pretesa invulnerabilità del nuovo sistema operativo Windows&lt;br /&gt;           Xp. Ogni giorno, gli uffici di tutto il mondo vengono colpiti da virus di&lt;br /&gt;           ogni tipo e solo una piccola parte viene bloccata dai normali software&lt;br /&gt;           antivirus installati sui pc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           ANTIVIRUS COME CIPOLLE&lt;br /&gt;           I due software più diffusi sono prodotti da McAfee e da Symantec, che&lt;br /&gt;           produce il famoso Norton Antivirus. Tuttavia, questi sistemi hanno&lt;br /&gt;           bisogno di aggiornamenti continui e rappresentano uno scudo molto&lt;br /&gt;           sottile contro la pirateria informatica. Immaginiamo che i nostri dati&lt;br /&gt;           siano il cuore di una cipolla e i software antivirus installabili sul singolo&lt;br /&gt;           pc il primo strato della cipolla,: ebbene, tutto il resto è vulnerabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           COME FUNZIONA UN FIREWALL&lt;br /&gt;           Come difendersi allora dall'aggressività degli hacker (alcuni offrono&lt;br /&gt;           servizi su richiesta anche alle organizzazioni no global, o addirittura al&lt;br /&gt;           terrorismo islamico)? Il primo sistema serio di difesa di una rete è il&lt;br /&gt;           Firewall (muro di fuoco) e consiste in un sistema di monitoraggio&lt;br /&gt;           costante dei profili predefiniti di chi entra e chi esce dalla rete. Qualsiasi&lt;br /&gt;           utente non registrato o non rispondente ai requisiti stabiliti dalla rete&lt;br /&gt;           viene «bruciato», in termine tecnico, e lasciato incenerito fuori dalla&lt;br /&gt;           rete. Qualsiasi file sospetto viene bloccato e controllato in una camera&lt;br /&gt;           asettica di compensazione, che elimina qualsiasi virus o tentativo di&lt;br /&gt;           sabotaggio della rete. I profili degli utenti sono soggetti a verifiche&lt;br /&gt;           cicliche e continuamente aggiornati dall'interno.&lt;br /&gt;           Una macchina in grado di ospitare un Firewall professionale e di&lt;br /&gt;           massima efficacia parte da un prezzo minimo che si aggira attorno ai 3&lt;br /&gt;           mila euro e richiede l'attenzione costante di un tecnico specializzato.&lt;br /&gt;           Questo tipo di protezione è adatta dunque a difendere i dati di&lt;br /&gt;           un'azienda o di uno studio professionale, più che il pc di un'abitazione. I&lt;br /&gt;           principali sistemi Firewall sono prodotti dalla Cisco e dalla Sun&lt;br /&gt;           Microsystems.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA&lt;br /&gt;           Resta però il rischio di danno fisico alla rete o di distruzione del sistema.&lt;br /&gt;           Un esempio per tutti: l'11 settembre la Morgan Stanley, i cui uffici erano&lt;br /&gt;           situati nelle Torri Gemelle, ha subito la perdita di milioni di gigabyte&lt;br /&gt;           importantissimi. Ma danni non meno importanti per una piccola impresa&lt;br /&gt;           possono essere causati da una perdita d'acqua o un incendio. Per&lt;br /&gt;           escludere anche questi rischi, e per ottimizzare la spesa per la sicurezza&lt;br /&gt;           di un server aziendale, riducendo i costi di gestione, una soluzione,&lt;br /&gt;           disponibile anche in Italia, si chiama Asp: Application service provider. È&lt;br /&gt;           un vero e proprio ufficio di intelligence che ospita un sofisticatissimo&lt;br /&gt;           data-center (composto dai migliori computer sul mercato) e che offre&lt;br /&gt;           alle aziende la possibilità di archiviare in area remota l'intero sistema e i&lt;br /&gt;           dati dell'impresa, nonché le applicazioni comuni per ufficio (come&lt;br /&gt;           Microsoft Office ecc.) o create su misura per l'attività specifica. Il&lt;br /&gt;           pacchetto è completo e si paga un canone.&lt;br /&gt;           Sui pc aziendali resta così solo un leggerissimo programma di&lt;br /&gt;           connessione alla banca dati asp, che gestisce, protegge e aggiorna dati&lt;br /&gt;           e software. In America l'Asp è una soluzione molto diffusa e adottata&lt;br /&gt;           dalle maggiori banche d'affari e compagnie di assicurazioni o di credito.&lt;br /&gt;           In Italia si sta lentamente affermando come soluzione nuova, anche se&lt;br /&gt;           permangono resistenze per il timore che la riservatezza dei dati non sia&lt;br /&gt;           garantita.&lt;br /&gt;           Un'offerta seria di Asp e di sicurezza dei server la offre per esempio una&lt;br /&gt;           giovane società partecipata da Telecom Italia, la Netesi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-80611741?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/80611741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=80611741' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80611741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80611741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/08/penne-rubate-allagricoltura-hacker.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-80568790</id><published>2002-08-22T16:20:00.000+02:00</published><updated>2002-08-22T16:20:42.433+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b&gt;Sharon,non usero' atomica per primo nei confronti Baghdad; 'Ma contro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - PARIGI, 22 AGO -Il premier israeliano Sharon 'non sara' il primo a utilizzare le armi di distruzione di massa contro l'Iraq',ma ha preso 'tutte le precauzioni necessarie'. Rispondendo al settimanale francese 'Le Point', che gli ha parlato delle 'rivelazioni del Pentagono su una risposta israeliana se Bagdad usasse armi non convenzionali', Sharon ha detto che la cosa migliore 'e' parlarne poco, pur essendo pronti ad agire'. Ha poi detto che il futuro presidente palestinese deve avere una funzione 'simbolica'. /RED&lt;br /&gt;22/08/2002 16:02 &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-80568790?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/80568790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=80568790' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80568790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80568790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/08/sharonnon-usero-atomica-per-primo-nei.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-80535684</id><published>2002-08-21T22:05:00.000+02:00</published><updated>2002-08-21T22:21:05.000+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;b class=ru&gt;RUBRICA: VE L'AVEVAMO DETTO, NOI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;MMS, un mercato sopravvalutato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;KwNews - Roma 16:42, 16:52&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo un sondaggio condotto dal World Wireless Forum (W2F), una società di ricerca specializzata nella tecnologia Wireless, tra gli oltre 3.000 dirigenti di compagnie impegnate in questo settore gli MMS saranno un successo in 16 mercati con un fatturato totale di 5,7 miliardi di euro nei prossimi due anni. I gestori prevedono inoltre che nei prossimi due anni si invieranno nel mondo 200 miliardi di MMS ogni mese. Una ricerca del W2F dimostra invece che il numero difficilmente raggiungerà quota 200 milioni al mese. Se le stime del W2F si riveleranno fondatate significherebbe che il mercato dei messaggi multimediali è stato abbondantemente sovrastimato dai gestori mobili. Josh Dhaliwal di W2F ha spiegato che "la chiave del successo sarà il prezzo. E la comunicazione. Il mercato degli SMS è saturo, servono nuovi servizi. Ma i gestori stanno ora pubblicizzando le caratteristiche dei messaggi multimediali, non i benefici per il consumatore. Con questo tipo di comunicazione, si rischia la fine del Wap.Non stiamo dicendo che gli MMS non saranno un successo, ma che non seguiranno la strada percorsa dagli SMS: i messaggi di testo sono comunicazione, gli MMS saranno usati per scopi diversi, come ad esempio la ricezione di servizi a valore aggiunto". &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-80535684?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://select2.blogspot.com/feeds/80535684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=3719245&amp;postID=80535684' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80535684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80535684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/08/rubrica-ve-lavevamo-detto-noi-mms-un.html' title=''/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3719245.post-80535294</id><published>2002-08-21T21:56:00.000+02:00</published><updated>2004-07-20T17:07:27.810+02:00</updated><title type='text'>Bertolucci: il cinema italiano non è libero</title><content type='html'>&lt;b&gt;Bertolucci: il cinema italiano non è libero&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;(fonte: &lt;a href="http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,148050,00.html"&gt;Il Nuovo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il regista, da Parigi, parla delle difficoltà che incontrerebbe se tornasse a lavorare in Italia: "Avrei voluto girare la terza parte di Novecento, ma la situazione politica attuale non me lo permette".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARIGI - Dopo Moretti , nuovo attacco alla politica italiana di un altro illustre regista. ''Avrei voluto tornare in Italia a girare la terza parte di '900 - ha dichiarato Bernardo Bertolucci a Le Monde - ma la situazione politica italiana attuale non lo permette''. Durante una pausa sul set di The Dreamers , dedicato ai giovani del 'maggio francese', il regista ha parlato delle sue difficoltà a lavorare in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Dopo aver girato in Cina, nel Sahara e in Nepal - ha detto - avrei voluto rientrare in Italia per completare '900. La seconda parte terminava il 25 aprile 1945 e avrei voluto proseguire la storia fino alla fine del secolo. Ma mi sono reso conto che le prime due parti di '900 erano state girate in un momento di grazia della storia politica italiana. Berliguer dirigeva il Pci e si apprestava a concludere il compromesso storico con Moro. Nel 1998 la situazione è molto cambiata. Ho deciso allora di fare un film sul '68, dato che i giovani non ne sanno niente''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Bertolucci ''oggi il mercato ha interesse a censurare il passato. Certamente i militanti antiglobalizzazione ogni tanto riescono a mobilitare molte persone, ma sono isolati. 'Ho fatto un incubo che il Grande Comunicatore cominci ad essere accettato nel resto  d'Europa, e che la cecità che ha colpito l'Italia davanti a  Berlusconi raggiunga altri paesi''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(21 agosto 2002, ore 18.33)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3719245-80535294?l=select2.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80535294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3719245/posts/default/80535294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://select2.blogspot.com/2002/08/bertolucci-il-cinema-italiano-non.html' title='Bertolucci: il cinema italiano non è libero'/><author><name>luciano</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='30' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/_BJZwryhud3E/SrAMD8b99YI/AAAAAAAAErE/KJ3O7BldhsI/S220/me150.jpg'/></author></entry></feed>
